Tonno rosso: Rac Med, no a tagli della quota nel 2011


Mantenere per il 2011 la stessa quota di catture di tonno rosso del 2010 e riconsiderare il periodo di pesca sul calendario. E’ quanto chiede il Rac Med (Consiglio consultivo regionale per il Mediterraneo) al Consiglio dei ministri della pesca di domani a Lussemburgo; l’obiettivo è far sì che l’Ue assuma questa posizione nella sessione dell”Iccat (Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico) che si terrà a Parigi dalla seconda metà di novembre, dove si decideranno le quote di cattura per i prossimi 3 anni. Lo rende noto la cooperazione italiana della pesca (Agci Agrital, Lega Pesca e Federcoopesca-Confcooperative), precisando che è stato chiesto di tenere in debita considerazione la riduzione dello sforzo di pesca già operato negli scorsi anni (dalle 32.000 t nel 2007 alle 13.500 del 2010) e i risultati del rapporto di valutazione dello stock effettuato dal Comitato scientifico dell’Iccat. Per quanto riguarda il secondo punto, concludono le tre associazioni, il gruppo di lavoro chiede, in caso di condizioni meteomarine avverse, la possibilità di assicurare comunque alle imprese l’effettuazione del totale del numero massimo di giorni di pesca consentiti per volante e palangaro oltre i 24 metri.(ANSA).

3 Commenti in “Tonno rosso: Rac Med, no a tagli della quota nel 2011”

  • Folgore scritto il 26 ottobre 2010 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 17:20

    Sterminare i Tonni del Mediterraneo, per lo “sfizio” dei Giapponesi che tra le altre cose ammazzano le balene, mi sembra una assurdità!!!!!
    Il Mediterraneo non era il “Mare nostrum”? Alla faccia della globalizzazione!!!!!!

  • Alfonso scritto il 26 novembre 2010 pmvenerdìFridayEurope/Rome 17:49

    Inanzitutto non si stermina propio niente.Poi i pescatori non fanno lo sfizio di nessuno è un lavoro che mantiene oltre mille famiglie,solo in italia.Lo sforzo da parte dell’Italia e dei pescatori italiani c’è,basti vedere la drastica diminuzione delle licenze speciali alla pesca del tonno,passa te da 69 a solo 9 in tre anni,più um anno di fermo.Ora che facciano la loro parte gli altri stati europei e africani.Bisogna proteggere chi pesca e ha intenzione di tutelare questa specie,perchè ne va del futuro degli stessi pescatori.

  • miro scritto il 27 novembre 2010 amsabatoSaturdayEurope/Rome 11:03

    condivido le opinioni di ALFONSO, l’Italia si è dotata di misure atte alla salvaguardia della spece,
    ora bisogna che pure gli altri paesi che si affacciano sul mediterraneo si diano una mossa,
    altrimenti fra pochi anni non vi sarà più un bel niente da pescare.

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