Tornano in azione le “ronde gialle” della Coldiretti: presidio a Lugo (Ra)


Prodotti scadenti venduti a caro prezzo come frutta di prima categoria, indicazioni obbligatorie di origine troppo spesso disattese. Mentre in Europa impazza la psicosi batterio killer, solo lunedì la caccia alla fonte della contaminazione si è nuovamente ristretta ai germogli tedeschi, i frutticoltori italiani contano i danni economici. E alle perdite, stimate in oltre 100 milioni di euro, subite a causa dell’emergenza escherichia coli si sommano le difficoltà di valorizzazione dell’ortofrutta locale.
Questa mattina a Lugo, nel ravennate, la Coldiretti è tornata in azione sul tema che più contraddistingue l’operato dell’organizzazione: la difesa del Made in Italy. Un centinaio di agricoltori hanno attraversato il centro cittadino per controllare le numerose bancarelle di ortofrutta presenti al mercato. In seguito si sono diretti all’interno del punto vendita di una nota catena low cost tedesca per verificare provenienza, qualità e prezzi della frutta.
Un presidio per difendere i prodotti locali ma anche un’occasione di riflessione sui problemi della filiera ortofrutticola italiana che accoglie produzioni da ogni continente ma non sempre riescono ad essere altrettanto efficaci sui mercati esteri.

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