Tragedia di Refrontolo: associazioni e consorzi, non è responsabilità dei vigneti

Molino3“Chi coltiva i vigneti è un vero custode del territorio” ora bisogna “individuare le cause reali della tragedia avvenuta a Molinetto della Croda e fare in modo che non si ripetano”. Il mondo del vino delle terre del Prosecco risponde alle polemiche che hanno fatto seguito all’alluvione di sabato due agosto con una dichiarazione congiunta firmata dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, dal Gruppo Vinicolo Unindustria Treviso, dalle federazioni provinciali di Confagricoltura, CIA e Coldiretti e da Confcooperative settore vitivinicolo Treviso. “Noi – aggiungono – siamo pronti sin da subito a fare la nostra parte” con la certezza però che le responsabilità non sono dei terreni vitati ma “dell’eccezionalità delle precipitazioni che si sono verificate in un arco di tempo estremamente breve e in un’area geografica ridotta”
Secondo le Associazioni e i Consorzi, che esprimono vicinanza ai familiari delle vittime, è però “indispensabile rimarcare che nella zona della DOCG Conegliano e Valdobbiadene operano circa 3.200 produttori. Una realtà frammentata, in cui non si coltiva soltanto la vite, ma una cui parte significativa è coperta da vegetazione boschiva che preserva la biodiversità e l’equilibrio. Una viticoltura “di collina” che richiede una assidua presenza dell’uomo, che osserva ed interagisce con le forze della natura, nel rispetto reciproco, per conservare l’equilibrio produttivo”. Un presidio che ha arginato l’abbandono delle campagne e delle colline “dal secondo dopoguerra in poi, la zona ha subito un progressivo spopolamento, rischiando di diventare una mera meta turistica per i fine settimana; la tendenza è stata attenuata proprio grazie alla presenza e alla cura di chi la coltiva e ha l’interesse a mantenerla nelle migliori condizioni per consegnarla alle future generazioni” “La zona tra i borghi di Rolle e Arfanta ha caratteristiche idrogeologiche peculiari che la rendono unica, ma che creano anche una fragilità intrinseca che, in presenza di precipitazioni rilevanti, porta a frane o smottamenti. Le acque sono regimate per evitare fenomeni erosivi, conservare la fertilità dei suoli e dare stabilità ai versanti, rafforzando la conservazione dei pendii e rendere durevole la sua fonte di reddito”. “Abbiamo voluto adottare una dichiarazione congiunta – concludono – proprio per rimarcare la condivisione del cordoglio per le vittime e le loro famiglie e ribadire l’amore per il nostro territorio e la passione che unisce tutti gli aderenti alle Associazioni e ai Consorzi che rappresentiamo”.

nella foto il Molinetto della Croda in un’immagine tratta da “Con i piedi per terra” del maggio 2012

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