Tre vitelli gemelli nella nuova puntata tutta dedicata agli animali, con falchi e gufi, il suino cinto e il bovaro bernese

“Con i piedi per terra” per domani sera su Telesanterno alle 21 ha preparato una puntata con gli animali protagonisti, dalle razze consuete a quelle meno diffuse, Si comincia con i rapaci , a spiegare l’antica arte della falconeria , una pratica venatoria che si basa sull’addestramento di falchi ,gufi, poiane. Oggi è considerata anche uno sport( con grande sviluppo in Europa e Nord America) , e a volte puo’ diventare un lavoro. Se infatti è nata come forma di caccia, i falchi vengono usati anche per allontanare uccelli, come i colombi, presenti in gran quantità nei pressi dei monumenti o per allontanare stormi di uccelli (come gli storni o le oche) negli aeroporti od ancora per mandare via i gabbiani dalle discariche. In questi ultimi vent’anni si è iniziato ad allevare anche rapaci notturni dando così la nascita ad un’altra disciplina chiamata Guferia che si orienta soprattutto sui rapaci notturni. L’ origine della falconeria e’ molto antica e viene fatta risalire agli Egizi, simile alla caccia con il felino. In Europa ebbe un momento di particolare fortuna nel Medio Evo ed ebbe il suo apice sotto il regno dell’imperatore Federico II, autore di un trattato dal titolo De arte venandi cum avibus (“sull’arte di cacciare con gli uccelli”) , che tratta approfonditamente i sistemi di allevamento, addestramento e impiego dei rapaci nella caccia.
Da questi animali “difficili” si passa a un antica razza da lavoro che seguiva le mandrie e portava a valle il latte e il formaggio al tranquillo : il Bovaro Bernese, grande cane molossoide a pelo lungo di grossa taglia, robusto ed agile, con arti vigorosi, originario delle campagne centrali della Svizzera e delle Prealpi Bernesi. In origine cane da guardia, traino e custodia di mandrie nel cantone di Berna, oggi un cane di utilità e da famiglia.Lo si può genericamente definire un cane dalla triplice attitudine (guardia, difesa e compagnia).
Maiali, ce ne sono tanti, ma la Cinta Senese e’ un suino di nicchia. Ingrassa al pascolo, la carne è più ricca e saporita di quella dei «cugini» rosa, e la sua forza è il grasso. I capi di Cinta senese – anzi, di Suino cinto toscano – sono 4mila in tutta la Toscana . Razza salvata dall’estinzione praticamente negli ultimi 15 anni, è un animale autoctono: è ritratto ad esempio in affreschi trecenteschi a Siena. Dall’allevameto alla tavola, occhio al bollino che i consorzio applica sulle carni di vero suino cinto toscano.
Infine, dalla pianura imolese, nei pressi di Dozza, un parto bovino eccezionale: ben tre vitelli gemelli che godono ottima salute e partoriti da una vacca ormai a fine carriera, che non si pensava nemmeno piu’ di accoppiare . In genere il parto bi-gemellare e’ piu’ diffuso, ma tre rappresenta davvero un record. Proprio il 18 marzo del 2005 nacquero 5 gemelli in un ranch degli Stati Uniti , ma non riuscirono a sopravvivere. I tre fratellini imolesi invece sono in ottima forma.
Difusione regionale: martedì’ 15 in prima serata alle 21.
Diffusione nazionale su circuito Odeon tv il 21 marzo alle 20.30

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