Trebbia in piena: Genova allagata, rischi nel piacentino

pienadelTrebbiaGenova alluvionata ed il Trebbia che sopporta le ondate di piena per fare da valvola di sfogo, mentre pure gli altri fiumi si ingrossano ed iniziano a lambire i campi. Il maltempo in queste ore sta rendendo anche nella nostra provincia la situazione ulteriormente critica. Le piogge persistenti hanno aumentato il rischio di esondazione dei fiumi e nelle campagne si registrano già numerosi allagamenti. Le immagini di Genova fanno tornare alla mente quelle del 1970, del 1993 e del 2011: un copione, purtroppo già visto. “Esprimiamo vicinanza alle popolazioni colpite – dichiara Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza – e non nascondiamo la nostra preoccupazione per quanto potrebbe accadere anche nel nostro territorio, temiamo possa ripetersi quanto successo nove mesi fa nel modenese o, in minor misura, non più tardi del febbraio scorso, nelle nostre campagne quando si sono registrati allagamenti in pianura e frane e smottamenti in collina. Gli agricoltori non nascondono tutta la loro rabbia nell’assistere impotenti non tanto alle conseguenze del maltempo, quanto alla mancanza di un consapevolezza comune sulle cause che le hanno generate”. Gli imprenditori agricoli pagano in tutte le stagioni le conseguenze di una politica del territorio fallimentare, che nella visione museale dell’ambiente ha pensato di individuare, erroneamente, lo strumento della sua tutela. Così si vedono negata l’acqua per l’irrigazione nei mesi estivi e si vedono “somministrare”, in abbondanza, l’acqua delle piene degli stessi corsi d’acqua, nella stagione piovosa, come sta avvenendo in questi giorni. Gli alvei dei corsi d’acqua sono coperti di vegetazione e di materiali inerti, ma soprattutto di regole e di divieti, tanto da essere praticamente intoccabili. Sono diventati il regno ingovernato di animali che mettono a repentaglio la tenuta delle arginature. “La gestione del territorio è un tema delicato, troppe volte sottovalutato ed anche nella nostra provincia le misure prese sono ancora insufficienti. Quando avvengono queste calamità – prosegue Chiesa – mai nessuno è responsabile, tutti si rifugiano nei luoghi comuni e nelle ovvietà. Bisognerebbe cominciare invece a resettare tutte le politiche del territorio e restituire agli agricoltori quel ruolo di programmazione e di gestione che hanno esercitato per centinaia di anni, gratuitamente”.

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