Trentino: zootecnia in ripresa ma si teme il calo del prezzo del latte


Il settore zootecnico trentino e in particolare l’allevamento da latte (che rappresenta il grosso della zootecnia provinciale) ha confermato nel 2011 il trend di ripresa registrato nel 2010 con un andamento positivo per le quotazioni del Trentingrana. Meno positiva invece la situazione degli allevatori che conferiscono il loro prodotto a Latte Trento, cooperativa che ancora non è del tutto uscita dalle difficoltà incontrate a seguito della fusione con l’ex caseificio di Fiavè. L’analisi è contenuta nella relazione illustrata oggi all’assemblea dei soci dal dirigente della federazione Provinciale Allevatori Claudio Valorz. La crescita – è stato detto – è frenata dall’incremento dei costi dei mangimi e dei carburanti che hanno attenuato gli effetti positivi della ripresa dei prezzi. Complessivamente però il giudizio sull’annata resta buono ed è cambiato in positivo anche l’umore degli allevatori. Le prospettive per il futuro non inducono all’ottimismo. “Sul fronte dei formaggi grana si registra un aumento della produzione intorno all’8-10% sia per il padano che per il reggiano – ha detto il presidente Silvano Rauzi – e questo si tradurrà in un abbassamento delle quotazioni del prodotto. E per settembre è previsto anche un abbassamento del prezzo del latte alimentare, posto che in Europa la produzione è ripresa e anche nei paesi dell’Est ci sono offerte di latte a prezzi bassi. C’è poi da capire quello che accadrà in Italia a livello di tassazione Imu, come evolveranno i consumi di latte, carne e formaggi, quanto crescerà ancora il prezzo dei carburanti e quanto influirà sui costi delle aziende e anche sui mangimi”. Le contromisure riguardano costi e prudenza negli investimenti. “Dobbiamo offrire un prodotto legato al territori e difficilmente imitabile – ha concluso Rauzi -. Siamo coscienti che il futuro della zootecnia è legato agli aiuti che l’Unione Europea concede al settore. Senza aiuti l’agricoltura di montagna non sopravvive, e la zootecnia ha valore strategico per conservazione del territorio. Ma la nostra risposta deve venire anche dalla formazione e dalla valorizzazione dei giovani, che vanno incentivati e aiutati”. (ANSA).

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