Tromba d’aria nelle province lariane: si contano i danni

Edifici scoperchiati, coltivazioni distrutte e danni ancora da quantificare, comunque superiori a diverse decine di migliaia di euro.Questo il bilancio del nubifragio che si è abbattuto ieri pomeriggio nelle province lariane, colpendo in particolare il Lecchese con il vento che soffiava a 80 chilometri orari
Anche per quanto riguarda i danni all’agricoltura, l’area più colpita è quella di Dolzago/Oggiono, dove il forte vento ha sradicato alberi che hanno colpito case ed edifici all’interno delle imprese agricole.
Angelo Ferrario, presidente di sezione Coldiretti, si è ritrovato con i recinti del proprio allevamento di cavalli distrutti: il forte vento, infatti, ha sollevato il trailer per il trasporto degli equini sbalzandolo, appunto, contro i recinti stessi: “Già oggi ci siamo attivati per le riparazioni – racconta -, ci sarà molto da lavorare ma, per fortuna, i nostri cavalli stanno bene e non hanno subito danni”.
Coltivazioni distrutte, invece, nell’azienda di Gabriele Colombo, produttore di orticole a Oggiono: il vento ha scoperchiato diversi tunnel, sollevando teli plastici e schiacciando le strutture di sostegno.
“I danni maggiori sono stati per le colture di rucola e per le colture non in tunnel, come le zucchine” racconta Colombo, anch’egli al lavoro per ripristinare l’operatività della propria azienda.
Sono invece dovuti intervenire i vigili del fuoco a Garbagnate, dove un albero monumentale è caduto provocando danni a cancello, recinzioni e parte distale del tetto del capannone in un’azienda produttrice di cereali.Particolarmente ingenti sono stati i danni alle colture di mais lungo tutta la fascia colpita dalla tromba d’aria. A confermarlo è Vincenzo Radaelli, imprenditore agricolo di Molteno: grandine e vento hanno colpito i campi di mais, in particolare nella vicina Oggiono dove le piante sono allettate a terra con danni ancora da quantificare.
“Coldiretti Como-Lecco si è subito attivata per un monitoraggio dei danni che è ancora in essere” dicono il presidente e il direttore della federazione interprovinciale, Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni che parlano dell’evento di ieri come “dell’ennesima anomalia di un’estate difficile per l’agricoltura lariana”. A partire dal pomeriggio di ieri è stata potenziata la presenza dei tecnici Coldiretti nel Lecchese, dove continuano anche in queste ore le segnalazioni di danni da parte degli imprenditori.
Il violento temporale di ieri, infatti, è giunto all’improvviso e dopo giorni di siccità intensa, che hanno provocato sofferenza molte colture (anche qui, mais in primis), nonché una drastica diminuzione della produzione di latte nelle stalle lariane (con perdite intorno al 15-20% che tuttora permangono).
“Quello della siccità è un pericolo tutt’altro che scongiurato, in quanto le piogge brevi e violente non sono affatto utili a ribaltare la situazione ma, anzi, a volte l’aggravano con la distruzione effettiva delle colture: L’arrivo della pioggia è importante, ma per essere utile deve cadere in modo costante e leggero mentre i forti temporali, soprattutto se accompagnati da grandine, provocano gravi danni alle colture”.

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