Troppi incidenti nei boschi a cercar funghi: un vademecum ci aiuta

Ogni anno il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico compie numerosi interventi di soccorso in aiuto dei cercatori di funghi. In Italia si registrano mediamente ogni anno, un centinaio di interventi rivolti a cercatori di funghi; di questi, una ventina circa, perdono la vita. Ma quest’estate sara’ sicuramente ricordata per le tante, troppe persone morte cadendo in dirupi e scarpate mentre passeggiavano in montagna in cerca di funghi: sono già 20 in dieci giorni, i morti registrati in Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige , Piemonte ed Emilia Romagna dove proprio questa mattina si e’ avuta l’ultima vittima caduta in una scarpata cercando funghi in zone impraticabili. Nel comune di Ramiseto sul crinale appenninico reggiano , e’ morto un uomo di 74 anni di Scandiano scivolando nel canalone mentre cercava funghi nel costone di una montagna. Un volo di una cinquantina di metri che gli e’ costata la vita.
Ecco perché diventa importante diffondere ed imparare sane regole di comportamento quando si va in montagna, qualunque sia l’obiettivo o la passione: molti gli opuscoli per evitare imprudenze che possono costare la vita.
Il Cai e il Corpo Forestale dello Stato (che vigila attentamente anche sui permessi per la raccolta dei funghi) hanno ribadito che occorre calzare scarpe adatte (da trekking) e portare con sé alcuni oggetti fondamentali come il cellulare, una lampada e un coltello. Meglio poi munirsi di un bastone, che aiuta a tenere l’equilibrio e rende piu’ sicuro il passo. Mai avventurarsi da soli e decidere un itinerario preventivamente ,preferibilmente adatto alle proprie possibilita’, dosando le energie tenendo conto che c’e’ un’andata ma anche un ritorno da percorrere. Meglio se poi si segnala a un familiare o ad un amico quale percorso si farà, in modo da poter indirizzare i soccorsi. Oppure lasciare un biglietto in bella vista in macchina. E’ preferibile non andare mai soli, ma affiancati da un conoscitore dei luoghi che o da un amico, utile in caso di primo soccorso.
Il vademecum del Corpo forestale per i cercatori di funghi oltre a queste necessarie premure, consiglia di consultare i bollettini meteo e, in caso di maltempo non sostare in prossimità di alberi, pietre e oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini.
Il vademecum aggiunge consigli utili anche per chi torna sano e salvo dalla raccolta di funghi, quest’anno particolarmente abbondanti in diverse regioni italiane: una volta raccolti, se non si è certi della commestibilità bisogna poi necessariamente effettuare un controllo presso gli Ispettorati micologici o l’Azienda sanitaria locale, per scongiurare gli avvelenamenti. Riguardo ai funghi poi ci sono alcune prassi da seguire: il raccolto giornaliero non deve superare i tre chili per persona. Inoltre invitano a non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare i funghi che vanno subito puliti per garantirne l’integrità e trasportati in contenitori rigidi e areati.
Il Corpo Forestale dello Stato ricorda inoltre che “la raccolta e la commercializzazione dei funghi e’ disciplinata da leggi nazionali, regionali o dai regolamenti locali che indicano le specie, le dimensioni, e il quantitativo massimo di funghi che si possono raccogliere, oltre al calendario dei giorni in cui questa attivita’ e’ consentita. Tali norme vietano inoltre la raccolta dei funghi nelle aree protette, quali riserve naturali e parchi nazionali, e la raccolta nelle ore notturne, sia per salvaguardia dei funghi stessi, sia per motivi di sicurezza”.
Il Corpo forestale dello Stato ricorda infine “che la raccolta dei funghi e’ comunque subordinata a obiettivi generali di conservazione dell’integrita’ territoriale e degli equilibri degli ecosistemi. Pertanto, chi in generale ama la natura e in particolare chi ama andare per boschi a cercare funghi dovrebbe assumere un comportamento adeguato e rispettoso, evitando di sconvolgerne gli equilibri con comportamenti inopportuni. Non e’ raro infatti trovare funghi danneggiati a calci o bastonate, oppure gettati via dopo essere stati raccolti, a seguito di dubbi o ripensamenti circa la loro commestibilita’”

Anche la Coldiretti ha messo a punto un decalogo per evitare il ripetersi di incidenti per gli amanti di questa attivita’.
I punti fondamentali
1) Informarsi sulle norme vigenti nella zona relativamente alle attività di raccolta;
2) Studiare il territorio che si intende esplorare ed evitare percorsi non adatti alla proprie capacità;
3) Rendere note le proprie intenzioni ed i tempi di rientro prima di partire ad amici o familiari;
4) Verificare le condizioni climatiche del posto;
5) Scegliere l’attrezzatura adatta senza dimenticare luce e cellulare;
6) Raccogliere solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche;
7) Utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica;
8) Non utilizzare rastrelli che possano danneggiare il micelio;
9) Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrita’;
10) In caso di necessita’ contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.

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