Ttip: GreenpeaceItalia, confermati rischi per ambiente-salute

TTIP_BREK“È ora di far luce sul Ttip. Con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Fermiamo i negoziati e cominciamo a discuterne pubblicamente”. Lo dichiara Federica Ferrario, di Greenpeace Italia, aggiungendo che “sapevamo che la posizione dell’Ue non era bella, ora possiamo vedere che la posizione degli Stati Uniti è addirittura peggio. Un compromesso tra i due sarebbe inaccettabile”. Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, “quattro aspetti sono seriamente preoccupanti” ad avviso di Greenpeace: “Tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite. Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO, Organizzazione Mondiale per il Commercio) che permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola “suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante”. Greenpeace ritiene che anche “la protezione del clima sarà più difficile con il Ttip” visto che “non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi”. Terzo aspetto, spiega l’associazione ambientalista, è “la fine del principio di precauzione” che “inglobato nel Trattato Ue, non è menzionato in nessuno dei capitoli. D’altra parte, la richiesta Usa per un approccio ‘basato sui rischi’ che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse”. Per Greenpeace, infine, i documenti lasciano “porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali” poichè “ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi”. Per fermare il Ttip, tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, Greenpeace, insieme alla coalizione italiana #StopTTIP ha fissato un appuntamento nazionale: sabato, prossimo, 7 maggio a Roma.(ANSA)

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