Turismo: 10 mld di euro da paesaggio rurale e piatti tipici

Il paesaggio agricolo italiano è un’importante risorsa per l’economia nazionale: tra il turismo rurale e l’indotto legato all’enogastronomia tipica, le campagne ‘tricolori’ valgono più di 10 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge dal convegno “Per il paesaggio più agricoltura”, organizzato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione della VI Festa nazionale dell’agricoltura organizzata a Torino in associazione ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma il paesaggio agricolo – rileva la Cia – è messo a rischio dalla sconsiderata aggressione dell’abusivismo e dell’urbanizzazione selvaggia che negli ultimi 60 anni hanno lentamente depauperato questo ‘capitale verde’, sottraendo terre all’agricoltura e creando un danno economico complessivo di 25 miliardi di euro. Dal 1861 a oggi il paesaggio rurale ha perso quasi 10 milioni di ettari, una superficie pari a 5 regioni italiane come il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia. La sottrazione di terre coltivate ha cambiato la fisionomia dell’intero Stivale, da quando l’Italia si presentava come un paese agricolo a tutti gli effetti, con i due terzi del territorio presidiato dall’agricoltura. Oggi dai 22 milioni di ettari del 1861 si è passati a un’area di circa 12 milioni, l’equivalente di poco più di un terzo dell’estensione totale della penisola.
Solo negli ultimi 10 anni sono andati persi 1 milione e 900.000 ettari coltivati, una superficie pari all’intero Veneto. Un consumo di suolo, che nel 2010 ha visto la Lombardia al primo posto con il 14 per cento di superfici artificiali sul totale della sua estensione, il Veneto con l’11 per cento, la Campania con il 10,7 per cento, il Lazio e l’Emilia Romagna con il 9 per cento. Fortunatamente – osserva la Cia – negli ultimi anni l’elemento ambientale è divenuto più importante. Nel 2000 per la prima volta nel’ambito della Politica agricola comunitaria è stato inserito il secondo pilastro sullo sviluppo rurale che contempla una premialità diretta a un’agricoltura compatibile con l’ambiente, che sia capace di tutelare e valorizzare il paesaggio e il suo patrimonio di biodiversità agricola, in continuo pericolo di estinzione. Nell’incontro di Torino sono stati presentati anche diversi esempi in cui paesaggio, il verde e l’agricoltura si incontrano in modo virtuoso: dalla rivalutazione dell’area periurbana del parco sud agricolo di Milano al bellissimo esempio dell’orto di Kolimbetra, un aranceto antico ripiantato nel cuore della Valle dei templi ad Agrigento. L’imprenditore Gianluca Cristoni ha esposto le ultime novità dell’arredo urbano, dai garden roof agli orti verticali, ovvero quando il verde diventa protagonista all’interno delle abitazioni. (ANSA).

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