Ucraina: Coldiretti, crolla 63% export agricolo in Russia

parmigiano 6Crollano del 63 per cento in un mese le esportazioni di prodotti agricoli in Russia nel primo bilancio dell’embargo scattato dal 7 agosto con il divieto all’ingresso di una serie di prodotti agroalimentari che vanno da frutta e verdura a formaggi e pesce.
E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’embargo ai prodotti alimentari Made in Italy in Russia presentata al Forum dell’agricoltura e dell’alimentazione a Cernobbio. Complessivamente – sottolinea Coldiretti – si è verificato un calo delle esportazioni di tutti i prodotti Made in Italy del 16,4 per cento, con un taglio di 33 milioni di euro che riguarda tutti i principali settori, dall’agricoltura al tessile (-24,8 per cento), dai mezzi di trasporto (-50,1 per cento) ai mobili (-17,8 per cento), dai farmaceutici (-32,3 per cento) agli apparecchi elettrici (-15,9 per cento).
La Coldiretti ha stimato danni diretti solo nell’alimentare per circa 200 milioni di euro all’anno, ai quali si sommano quelli indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione. In particolare – precisa la Coldiretti – i settori piu’ penalizzati sono ortofrutta, per un importo di 72 milioni di euro esportati nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro.
Da segnalare che sono stati colpiti anche prodotti tipici, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano (per 15 milioni di euro) ma anche prosciutti a denominazione di origine. Le misure di sostegno messe in atto dall’Unione Europea nel settore dei prodotti ortofrutticoli e dei formaggi stagionati – osserva Coldiretti – non sono peraltro sufficienti a coprire le pesanti perdite. Altri problemi – conclude Coldiretti – vengono poi dal fatto che la Commissione Ue ha annunciato che il costo delle misure di sostegno messe in atto per far fronte ai danni causati dall’embargo russo verrà di fatto pagato dagli stessi agricoltori.
Lo stop alle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi dall’Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dal salame Italia alla mozzarella “Casa Italia”, dall’insalata “Buona Italia” alla Robiola Unagrande, ma anche la mortadella Milano o il parmesan Pirpacchi.
La situazione – denuncia Coldiretti – rischia di aggravarsi con grandi investimenti annunciati per potenziare l’industria alimentare locale, con la produzione di prodotti lattiero caseari e formaggi che è già aumentata del 20 per cento negli Urali Centrali.
Ma sono previsti nuovi caseifici come quello in programma annunciato nella regione Sverdlovsk con un investimento di 2 milioni di rubli per coprire fabbisogni di formaggi duri e molli, dalla mozzarella al parmigiano. Nella stessa regione è in fase di sviluppo, con nuovi grandi macelli per maiali, anche l’industria della carne e dei salumi.
A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata pero’ solo l’industria russa ma – sottolinea la Coldiretti – anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Biolorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le produzioni e le esportazioni dei cibi italiani taroccati. La catena Azbuka vkusa – informa la Coldiretti – mette in vendita i prodotti di un’ azienda russa con il marchio “unagrande” seguìto dai nomi italiani mozzarella, ricotta, mascarpone, robiola, ma nei grandi supermercati delle principali catene presenti in Russia ci sono anche diversi tipi di salame Milano, di mozzarelle -Classico Mediterraneo Casa Italia, l’immancabile Parmesan, una pasta fresca ravioli, un’ insalata toscana Buona Italia e una pizza Sono Bello Quatro formaggi.(ANSA)

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