Ucraina: Ue, entro 8 giorni nuovo testo ortofrutta deperibile

Commissione Europea 2Entro la fine della prossima settimana é atteso, da parte della Commissione europea, un nuovo schema per regolamentare in maniera più mirata ed efficiente le misure d’urgenza – 125 milioni di euro – introdotte dall’Ue per sostenere i produttori di ortofrutticoli colpiti dall’embargo russo. Ieri, Bruxelles ha deciso di sospendere la misura a causa di un aumento sproporzionato di richieste dalla Polonia: secondo gli ultimi dati appresi dall’ANSA, i produttori europei hanno presentato ad oggi domande di rimborso per quasi 168 milioni di euro, di cui oltre 145 milioni sono polacche. Nel nuovo schema – precisano oggi fonti comunitarie – ci sarà – rispetto all’attuale – “un collegamento con le quantità che i singoli Stati membri esportavano in precedenza verso la Russia in base, o alla media degli ultimi anni, o alle cifre realizzate nel 2013”. Gli Stati membri – spiega Roger Waite, portavoce del commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos – “hanno ora a disposizione un periodo di sei settimane per verificare se le richieste presentate corrispondono a quelle che hanno effettivamente diritto al sostegno. E siamo fiduciosi – aggiunge – che al momento della verifica da parte delle autorità polacche, le quantità destinate al contributo Ue saranno molto minori, e le richieste Ue rimarranno al di sotto dei 125 milioni a disposizione”. Ad oggi la Commissione europea – assicura il portavoce di Ciolos – “non ha ancora accordato nessun finanziamento relativo ai 125 milioni previsti per le misure d’urgenza”. Quanto alla sospensione della misura – aggiunge – “é stata necessaria in quanto i produttori polacchi non hanno voluto ridimensionare le loro richieste sostenendo che – in base a quanto pubblicato – la misura era aperta a tutti”. Sotto il profilo finanziario – precisa Waite – se le richieste degli Stati membri dovessero essere superiori ai 125 milioni a disposizione, la normativa attuale prevede che le quantità dovranno essere proporzionalmente ridotte. In questo caso – ha aggiunto – si potrà sempre verificare se ci sono fondi inutilizzati nel bilancio Ue. E proprio sulla situazione del bilancio Ue 2015 si confronteranno, la prossima settimana i commissari europei”. Le verifiche da parte degli Stati membri – conclude Waite – riguarderanno il 100% delle richieste presentate a Bruxelles, se i produttori non fanno parte di un’organizzazione di settore. Per gli associati invece, i controlli saranno limitati al 25% delle richieste, nel caso dei ritiri dal mercato, e al 40% nel caso di mancata raccolta o di raccolta precoce dei prodotti. (ANSA).

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