Ue: agricoltori, gestione fondi Psr vada a Regioni

agricoltura generica4Approvata la riforma della Politica agricola comunitaria fino al 2020, gli agricoltori italiani chiedono che a gestire i 10,5 miliardi stanziati per lo Sviluppo rurale (Psr) siano ancora le Regioni: quelle che spendono di più e meglio. Magari organizzandosi per aree omogenee, la strada privilegiata per garantire al comparto primario il presidio del territorio, e la qualità delle produzioni Made in Italy, a sostegno dell’economia del Paese. Così hanno risposto 4.200 agricoltori e allevatori al sondaggio sul sito di Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 febbraio 2014. Si tratta, guardando l’elevato numero di risposte, di un campione significativo formato da imprenditori agricoli del Nord (58%), Centro (27%) e Sud/Isole (15%). “Gli agricoltori – commenta Paolo De Castro – saranno contenti di questa riforma. Anche negli Stati Membri che hanno una articolazione regionale, come l’Italia, non esisterà più il disimpegno, ma i fondi non utilizzati andranno a Roma, che le andrà a distribuire alle regioni più virtuose». Sulla necessità di uniformare i Piani di sviluppo rurale, mantenendo l’autonomia delle Regioni, De Castro spiega che si tratta di una linea «indipendente dalle politiche europee. L’Italia finora ha scelto i piani articolati per regione, ma queste possono mettersi d’accordo e definire regole con una certa similitudine, mantenendo l’autonomia, non per macroregioni”.(ANSA)

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