Ue: bene le rinnovabili, ma servono modifiche

La Commissione europea accoglie positivamente i piani del governo di riforma degli incentivi per le energie rinnovabili, ma “suggerisce” alcune “possibili modifiche” ai decreti del governo e invita l’Italia a discutere come gestire le barriere non tariffarie e le procedure amministrative che “troppo spesso” incidono sulla competitività dei progetti in questo settore. Le “congratulazioni” di Bruxelles, ma anche i consigli, sono contenuti in una lettera di “natura tecnica” che la Dg Energia ha inviato all’Italia “nell’ambito della cooperazione tra le autorità”, ha spiegato all’ANSA Marlene Holzner, la portavoce del commissario Ue all’Energia, Guenter Oettinger. Una missiva, peraltro, in cui la Dg Energia fa inoltre “le sue congratulazioni all’Italia per gli imminenti decreti sulle rinnovabili e la strategia del governo” in questo settore. “Non è un bocciatura- ha commentato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – ma un’indicazione in merito alle regole affinché non rappresentino una limitazione per il mercato”. I suggerimenti dell’Ue al ministero dello Sviluppo economico sulle rinnovabili sono “in linea con le modifiche che i ministeri interessati, in sede di Conferenza Unificata, stanno valutando di apportare ai decreti”, ha commentato all’ANSA un portavoce del ministero dello Sviluppo economico. Inoltre, ha proseguito, “vengono suggerite alcune possibili modifiche tecniche riguardanti tre soli punti specifici sul totale di 100 pagine di cui sono composti i due decreti ministeriali”. Tra questi, secondo quanto si apprende, ci sono i registri, che secondo Bruxelles “potrebbero aumentare l’onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario”. La Commissione europea ha “accolto positivamente i piani (italiani) di riforma degli incentivi per le (energie) rinnovabili, volti a migliorare la loro efficacia sui costi, riflettere lo sviluppo tecnologico e la riduzione dei costi, proteggendo allo stesso tempo gli investimenti esistenti”, ha commentato Holzner. Positivi, inoltre, “i piani per rivedere al rialzo il target nazionale per l’elettricità rinnovabile”. Allo stesso tempo, la portavoce ha sottolineato che “é importante discutere come gestire le barriere non tariffarie e le procedure amministrative che troppo spesso incidono sulla competitività dei progetti di energia rinnovabile”. Dura la reazione dei senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, secondo i quali quella europea è “una netta bocciatura che non può che indurre il governo a rivedere drasticamente l’impianto del decreto, a partire dal meccanismo dei registri”. Anche secondo il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, “quella che arriva da Bruxelles è una netta bocciatura del governo Monti che nel campo delle energie rinnovabili sta facendo peggio di quello Berlusconì”. Secondo il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, l’invito di Bruxelles “é un chiaro avvertimento sulla necessità di non sacrificare le fonti rinnovabili e i meccanismi che le incentivano”. “Non è un bocciatura” ma “un’indicazione in merito alle regole affinché non rappresentino una limitazione per il mercato”. Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sulla lettera dell’Ue, a proposito di decreti alle rinnovabili.(ANSA).

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