Ue: Catania fiducioso su mantenimento diritti di impianto dei vigneti


Controffensiva italiana e francese e di tutti i Paesi produttori di vino in Europa contro la decisione presa dal Consiglio Ue, in occasione dell’ultima riforma del settore del vino, di liberalizzare gli impianti di vigneti con conseguenze destabilizzanti per tutto il settore. “La questione è molto delicata – ha spiegato oggi il ministro per le politiche agricole e alimentari, Mario Catania – che tuttavia, dopo aver sollevato il problema con il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, si è detto ragionevolmente fiducioso, anche se consapevole che bisogna continuare a fare pressione”. Per Catania infatti, “la partita è importante per i produttori italiani che – dice – giustamente sono estremamente preoccupati. Penso di poterli rassicurare che si possa guardare con ottimismo ai prossimi mesi”. Attualmente, sulla base delle decisione prese nell’ultima riforma del vino, dovrebbe cessare nel 2015 il sistema attuale che vincola la possibilità di piantare una nuova vigna al possesso di diritti di impianto da parte di un viticoltore, ricevuti o per l’espianto di vecchie vigne o per averli acquistati da altri produttori. Per Catania è un sistema che “ha consentito un equilibrio sostanziale nella produzione e che verrebbe a mancare se nel 2015 cessasse questo regime. Siamo preoccupati – ammette il ministro – e insieme al collega francese e agli altri paesi produttori da diversi mesi stiamo facendo un pressing sulla Commissione europea affinché ritorni indietro e rimetta sul tavolo la questione in modo da prevedere una prosecuzione di un sistema di non liberalizzazione anche dopo il 2015”. Una soluzione potrebbe emergere dai lavori del Gruppo ad alto livello che la Commissione ha creato sulla falsa riga di quanto era stato fatto per il settore del latte. Ben venga quindi, ha detto il ministro, tutte le iniziative come l’audizione organizzata oggi al Parlamento europeo contro la liberalizzazione dei vigneti. Tuttavia, mette in guardia Catania, anche se tutti i Paesi produttori dicono no alla liberalizzazione il tema non è scontato, in quanto la Commissione europea deve prima presentare una nuova proposta, ed e si deve raggiungere una maggioranza qualificata al Consiglio Ue alla quale non arrivano i soli paesi produttori. L’obiettivo: un accordo insieme alla riforma della Pac, l’inverno prossimo.

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