Ue: commissario Agea, su fondi ora legalità e trasparenza

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Legalità e trasparenza, senza compiere alcun taglio al personale e istituendo un ‘numero verde’ per gli agricoltori. Sono gli obiettivi che si è posto Giovanni Mainolfi, generale della Gdf nominato da poco più di un mese Commissario dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, strumento attraverso il quale vengono distribuiti i fondi che la Ue destina al settore primario. ”Dobbiamo innanzitutto superare un’opacità di cui Agea ha fama – spiega in un’intervista all’ANSA Mainolfi – da qui la prima regola è la trasparenza, creando una ‘casa di vetro’ e questo l’ho detto a tutti i vertici delle amministrazioni che hanno a che fare l’agenzia e tutti hanno detto che mi daranno una mano a farlo; un primo grosso passo in avanti che vuol dire che non sono solo”. L’insediamento di Mainolfi è stato deciso dal ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo a metà luglio scorso, auspicando ”serietà, trasparenza e legalità” per un ente strategico che gestisce tutti i fondi della Ue oltre che struttura di coordinamento degli organismi pagatori distribuiti sul territorio. Nel 2012 Agea e’ stato oggetto di una riforma voluta dall’allora ministro Mario Catania, che ha trasformato l’ente in Agenzia guidata da un direttore, sul modello dell’Agenzia delle Entrate; un cambio di governance che ha di fatto azzerato presidente e Consiglio di amministrazione. L’ente era stata gia’ commissariato nel giugno 2011: l’ex ministro Francesco Saverio Romano aveva nominato Commissario Mario Iannelli, rimuovendo dall’incarico il presidente Dario Fruscio. Secondo Mainolfi comunque non basta solo razionalizzare le spese ma anche recuperare l’efficienza dei servizi. ”Mi sono meravigliato che non ci sia un numero verde a disposizione degli agricoltori – afferma – penso a una ristrutturazione seria che ci porti a recuperare risorse che oggi non sono utilizzate adeguatamente e a reimpiegarle in quei settori dove c’è necessità; Agecontrol, braccio operativo di Agea, non può continuare a vivere con 250 persone, di cui solo una parte fa controlli e un’altra non li fa”. C’e’ un problema Sin, ammette ancora Mainolfi a proposito della società partecipata da Agea con il compito di gestire e sviluppare il sistema informatico agricolo nazionale, ”ma è stato enfatizzato, perché quello che è mancato per colpa di Agea, è una chiara delineazione delle procedure”. Quanto al personale, Mainolfi assicura che non ci sarà alcun taglio ma bisognerà recuperare risorse per incentivare le attività di controllo. (ANSA).

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