Ue: con piano Juncker agricoltura volano per la crescita

Commissione Europea 2Puntare sul nuovo piano europeo di 315 miliardi di investimenti promessi dal presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, per dimostrare che la Politica agricola comune, con una dotazione del 38% di finanziamenti nel bilancio europeo, può diventare un volano di crescita e di occupazione per l’Unione. E’ l’obiettivo che si pone il neocommissario all’agricoltura Phill Hogan – secondo quanto si apprende a Bruxelles – che vede nel nuovo meccanismo di finanziamento la possibilità di puntare su un’agricoltura più moderna con una vera strategia di investimenti a lungo termine. L’idea, é di svincolare i Fondi per lo sviluppo rurale 2014-2020, per la parte relativa agli investimenti, dalla vecchia logica del semplice cofinanziamento nazionale. In pratica – spiegano gli esperti Ue – si tratterebbe di mettere a punto un progetto – ad esempio un fondo d’investimenti a favore dei giovani agricoltori (che più difficilmente ottengono garanzie bancarie), per la cui realizzazione potrebbero contare sia sul finanziamento dei Fondo di sviluppo rurale Ue, sia su quello della Banca europea degli investimenti (Bei) come prevede il piano Juncker, oltre ad una task force europea che li accompagnerebbe con il loro pareri durante tutto il progetto. In questo modo, la Commissione é convinta che gli investitori privati potrebbero più facilmente partecipare al finanziamento del progetto, ampliandolo, senza che sia lo Stato membro a dover intervenire con fondi pubblici. Insomma, Bruxelles punta, anche per l’agricoltura, ad un nuova cultura della politica degli investimenti che secondo il piano Juncker dovrebbe essere finalizzata a vari progetti: dall’innovazione ad un’ampia copertura digitale, dalla ricerca ai trasporti, dall’efficienza energetica alle energie rinnovabili all’istruzione. Il nuovo approccio dovrebbe entrare in vigore nel giugno 2015, sulla base di un programma dettagliato di intervento, se otterrà il via libera dai capi di Stato e di Governo dell’Ue. Intanto la Commissione europea ha adottato una nuova struttura per rafforzare il dialogo sui programmi di sviluppo rurale, facendo incontrare gli attori della rete europea consolidata per lo sviluppo rurale e la rete di partenariato europeo per l’innovazione. Nei giorni scorsi infatti, la Commissione Ue ha istituito una nuovo ‘network’ europeo, che comprende 200 membri provenienti da autorità di gestione, organismi pagatori, Gruppo di Dialogo civile per lo sviluppo rurale ed altri al fine – ha spiegato Hogan – “di migliorare il coordinamento delle attività, realizzare sinergie e guadagnare in efficienza, per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo rurale”. (ANSA)

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