Ue e Paesi Mediterranei uniti a tutela del Mare Nostrum

peschereccio2Dall’Italia alla Turchia, dalla Libia a Israele fino al Giappone, sono 23 oltre all’Ue gli Stati bagnati dal Mediterraneo e dal Mar Nero ad avere sottoscritto quella che la commissaria Ue alla pesca, Maria Damanaki, non esita a definire “una grande riforma, per trasformare la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM), in un organismo moderno, competente ed efficace, in grado di difendere la pesca sostenibile”. Insomma, grande soddisfazione a Bruxelles per l’accordo raggiunto al CGPM, ieri a Roma. L’intesa, in linea con la nuova politica comune della pesca dell’Ue, prevede la messa in opera di strumenti per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. La CGPM riformata, stabilirà norme e regole comuni allo scopo di creare una parità di trattamenti nei confronti dei pescatori in tutta la regione. Un accordo quindi, che dovrebbe beneficiare in primo luogo al settore ittico dell’Unione, attualmente sottoposto a regole severe, se non drastiche, per salvaguardare le risorse del mare nel sud dell’Europa. Del resto, é da anni che l’Italia chiede di coinvolgere nella difesa dei nostri mari i Paesi terzi che operano nel Mediterraneo – sia quelli rivieraschi che quelli le cui imbarcazioni provengono da lontano (come il Giappone)- per non vanificare gli sforzi che portano avanti i Paesi Ue.
“Questo è un grande giorno per il Mediterraneo e il Mar Nero – ha tenuto a sottolineare la commissaria Ue alla pesca Damanaki – congratulandosi con la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo e con la FAO per il duro lavoro svolto per raggiungere il nuovo accordo”. Per la commissaria inoltre, la riforma renderà la CGPM “un’organizzazione più credibile, dotata degli strumenti necessari, e pronta a ripristinare la salute delle risorse marine. In grado quindi di assumere un ruolo guida nella gestione internazionale della pesca”. Bruxelles é anche convinta che questo accordo diverrà “indispensabile per il futuro del Mediterraneo e del Mar Nero sia per i pescatori che per le risorse del mare”. Si punta infatti, non solo rafforzare la cooperazione tra i membri della CGPM, ma anche a coinvolgere maggiormente i pescatori nella conservazione delle risorse che sono alla base del loro reddito, per meglio controllare le attività di pesca nella zona. Oltre all’Ue, sono membri del CGPM, Albania, Algeria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Giappone, Libano, Libia, Malta, Monaco, Montenegro, Marocco, Romania, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia. Per quanto riguarda il Mar Nero, la Russia, la Georgia e l’Ucraina sono osservatori, e partecipano regolarmente al lavoro della CGPM. (ANSA)

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