Ue: Martina; stop aumento quote latte, l’ira dell’Austria

bovini latteRisultato politico importante per il primo Consiglio dei ministri dell’agricoltura presieduto dall’Italia: il neopresidente Maurizio Martina ha dichiarato chiuso il dossier sull’incremento delle quote latte, richiesto da Germania, Olanda ed Austria per limitare le multe Ue a carico dei loro produttori per aver superato le quantità assegnate. Dopo un ampio dibattito e di fronte ad una maggioranza di Partner europei contrari all’aumento delle quote per ragioni di equità nei confronti dei produttori che hanno rispettato le regole, Martina non ha esitato a passare ai voti mettendo fine a un dibattito che durava da cinque mesi. La decisione ha provocato un’esplosione d’ira da parte del ministro dell’agricoltura austriaco Andra Rupprechter che, in sede di Consiglio Ue, ha preso indirettamente di mira l’Italia ricordando la procedura d’infrazione formalizzata la scorsa settimana a Roma, causa 1,39 miliardi di euro di vecchie multe non ancora recuperate presso i produttori di latte italiani. “La Commissione europea – ha lanciato il ministro austriaco – dovrebbe occuparsi di temi come gli aiuti illegali a certi Stati membri, si parla 1,3 miliardi di euro non recuperati ai produttori. Se é vero che aiuti illegali vengono dati – ha aggiunto – “dovremmo presentare una istanza contro questi aiuti illegali”. Parlando ai cronisti ha aggiunto che non intende partecipare a settembre al Consiglio informale a Milano. Austria, Germania e Olanda hanno poi tentato di convincere il commissario Ue all’agricoltura, Dacian Ciolos, di decidere in modo unilaterale l’aumento delle quote, ma invano. Imperturbabile il presidente Martina ha continuato il confronto ministeriale su un altro tema particolarmente importante per l’Italia: quello della riforma della condizioni di produzione e di etichettatura nel settore biologico. Un dibattito che ha messo in evidenza i vari nodi ancora da sciogliere prima di trovare un compromesso. Tra gli elementi più controversi c’é l’obiettivo di rafforzare la produzione senza abbassare gli standard di qualità, e puntare su un sistema di controlli in base ai fattori di rischio. Presidenza italiana e Commissione Ue hanno anche portato il loro sostegno al settore dei vini di qualità europei – ma non solo – dopo il rifiuto da parte dell’Icann (ente statunitense che gestisce la governance di internet) – di sospendere l’attribuzione dei domini web ‘.vin e .wine’, in attesa di un accordo per salvaguardare le Indicazioni geografiche dai rischi di frode e contraffazione. Ciolos, a sorpresa ha annunciato che ci sarà a breve un incontro per trovare una soluzione. (ANSA).

2 Commenti in “Ue: Martina; stop aumento quote latte, l’ira dell’Austria”

  • marco scritto il 8 novembre 2014 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 17:03

    che ministro ignorante e poco serio,meglio aiutare chi non lavora invece di chi vuole investire e ampliarsi,che schifo di paese amministrato da gente incapace e corrotta

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