Ue, ok accordo con Parlamento su riforma Pac

PACA Bruxelles la definiscono già la migliore riforma della politica agricola europea degli ultimi 50 anni. Di certo è la riforma della Pac più democratica grazie al ruolo decisivo che ha avuto il Parlamento europeo, il quale non ha esitato a battagliare ad armi pari con il Consiglio dei ministri dell’Ue, riuscendo a imporre una nuova direzione alla riforma, tramite l’accordo ora definitivo dai negoziatori delle istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione Ue. Il risultato è una ‘mini-rivoluzione’ sia sul piano della tutela dell’ambiente, sia per la migliore ridistribuzione degli aiuti europei, ma anche per i giovani e le aree svantaggiate. Ne esce una Pac più trasparente dove gli aiuti andranno solo ai veri agricoltori e non, ad esempio, ai campi da golf, alle grandi tenute, ai campeggi, ai terreni degli aeroporti. L’Italia, in particolare, riceverà dalla nuova Pac 52 miliardi di euro. “E’ una grande occasione – ha commentato il ministro per le politiche agricole e alimentari, Nunzia De Girolamo – per nuova politica agricola nazionale”. All’Italia andranno infatti poco meno di un sesto degli oltre 370 miliardi che l’Ue ha destinato all’agricoltura nei prossimi sette anni. La nuova Pac sarà quindi più verde. Tra il 2014 e il 2020 saranno investiti oltre 100 miliardi per aiutare l’agricoltura ad affrontare la sfida della qualità del suolo e dell’acqua, della biodiversità e del cambiamento climatico. Inoltre, il 30% degli aiuti ai produttori andranno a pratiche agricole benefiche per l’ambiente, o alla produzione biologica. Anche il 30% dei fondi per lo sviluppo rurale è per misure agro-ambientali. La nuova Pac sarà anche più equa, in quanto per prima volta si riducono obbligatoriamente i pagamenti Ue alle aziende che ricevono di più, per darle a chi ha meno o per creare nuovi posti di lavoro nel mondo rurale. Il taglio, pur limitato, è del 5% oltre i 150mila euro, e potrà essere evitato se la Stato ridistribuirà il 5% dell’ammontare globale alle aziende minori. La riforma introduce pure un cofinanziamento Ue all’85% per i progetti di sviluppo rurale nelle aree svantaggiate. La nuova Pac guarda al futuro, in particolare ai giovani agricoltori (fino ai 40 anni) che per il loro primo insediamento otterranno un incremento del 25%, per i primi 5 anni, dei loro pagamenti diritti europei. Per il presidente della commissione agricoltura del Parlamento, Paolo De Castro, si può parlare ”di un successo importante per il futuro del settore” anche se, come ha aggiunto il deputato Giovanni La Via, relatore per la Pac ”la riforma non ci soddisfa totalmente ma abbiamo indubbiamente migliorato la proposta iniziale”. I Verdi però non ci stanno e bocciano l’accordo in quanto “è ostacolo ad una vera riforma”. La riforma è sostenuta dalle organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue. In Italia dalla Coldiretti in quanto premia l’agricoltore e, anche se “non ideale” o “poco coraggiosa” da Copagri e Agrinsieme. Soddisfatto infine il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, che ora spera in un rapido voto formale di Parlamento e Consiglio per far partire le misure transitorie sulla riforma dal primo gennaio 2014. (ANSA).

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