UE: più sorveglianza per una pesca sostenibile

pescherecciA due anni dal varo della politica marittima integrata dell’Ue, la Commissione ha presentato la sua prima relazione sullo stato di avanzamento e ha definito le priorita’ della politica marittima, presentando una articolata proposta per accrescere la cooperazione tra i paesi dell’Ue in materia di sorveglianza in mare e per rafforzare l’influenza dell’Ue negli affari marittimi mondiali. Sono 70.000 i km di coste dell’Europa che confina con due oceani e quattro mari dai quali dipendono innumerevoli attivita’: scambi, trasporto marittimo, pesca, turismo. Ma i mari sono anche teatro di incidenti navali e ambientali, pesca illegale e non regolamentata, pirateria, criminalita’ organizzata, narcotraffico, immigrazione clandestina e attentati terroristici. Attualmente, questi aspetti vengono gestiti da diverse autorita’ nazionali tra cui polizia di frontiera, dogane e organismi per la sicurezza e la difesa delle strutture portuali. La priorita’ europea per i prossimi anni e’ quella di promuovere la cooperazione tra questi attori. Poiché la crescita sostenibile rappresenta un obiettivo prioritario la Commissione ha proposto di introdurre nuovi contingenti di pesca nel 2010, basati sui quantitativi che gli scienziati del settore ritengono possano essere catturati senza causare un danno permanente agli stock ittici. Le specie piu’ a rischio sono il merluzzo, l’aringa e le acciughe. La pesca nell’Unione europea e’ regolamentata. I singoli paesi hanno il compito di vigilare sul rispetto delle norme, e la nuova proposta cerchera’ di renderne piu’ efficace l’applicazione. E sara’ piu’ facile rispettare le regole, grazie a una semplificazione dei regolamenti e a un’armonizzazione delle sanzioni per la pesca illegale. Stando ai dati, nel 2008 la maggior parte delle risorse ittiche e’ stata nuovamente oggetto di pesca eccessiva, venendo meno ai limiti alle quantita’ che si possono pescare, per evitare il sovrasfruttamento delle risorse e consentire di riprodursi alle specie piu’ vulnerabili, come il merluzzo, l’eglefino e il merlano.

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