Ue: redditi agricoli e produzione, pesano le incertezze

Prospettive segnate da non poche incertezze, per la produzione ed i redditi in agricoltura nei prossimi dieci anni nell’Unione europea. E’ quanto emerge da una serie di previsioni e stime realizzate dalla direzione generale agricoltura della Commissione europea che ha pubblicato un dossier sulle prospettive da qui al 2020. Il futuro del mercato agricolo dell’Unione europea, secondo quanto spiegano gli esperti, resta infatti soggetto a un numero di incertezze riguardanti sia i futuri sviluppi di mercato, sia gli assetti macroeconomici e politici. Quanto ai singoli settori esaminati, per i cereali, ad esempio, le stime suggeriscono che le condizioni di mercato resteranno difficili e gli stock insufficienti, mentre i prezzi si collocheranno sulle medie di lungo termine. La produzione di carne dovrebbe recuperare, nel breve periodo, il declino sofferto in seguito alla crisi economica, ma le prospettive piu’ a lungo termine, sottolinea l’analisi della Commissione europea, restano modeste, in media intorno ad un incremento annuo dello 0,3%. Per il pollame, in particolare, le previsioni indicano che l’Ue diventera’ un importatore netto fin dai prossimi anni. La carne di maiale resterebbe invece di gran lunga la preferita dai consumatori nell’Unione (43,3 Kg pro-capite nel 2020). Per quanto riguarda la produzione di latte, le stime indicano che dovrebbe crescere, trainata da una domanda futura abbastanza ottimistica, basata su prospettive macroeconomiche di crescita. La fine delle quote per i caseifici sara’, stando alle prospettive, relativamente tranquilla e l’intera produzione nel 2020 superera’ del 4% i volumi del 2009. Il reddito agricolo dovrebbe continuare a recuperare rispetto alla significativa perdita del 2009, con la previsione di una graduale, se pur modesta, crescita per la maggior parte del periodo della proiezione. Costretto dalla rapida crescita dei costi di produzione, si sottolinea, il reddito agricolo dovrebbe superare il livello raggiunto nel periodo 2005-2009 in media di circa il 20% almeno nell’intera Unione europea. Queste previsioni di mercato, spiega la Commissione, verranno usate come un riferimento di base nelle prossime valutazioni di impatto della Politica agricola comune del dopo 2013. (ANSA).

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