Ue: sì alle condanne penali per le frodi sui terreni agricoli

Frodare l’Ue dichiarando una superficie agricola maggiore del reale comporta l’esclusione dagli aiuti europei, ma – laddove le leggi nazionali lo prevedono – può anche essere inflitta una condanna penale. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea nella sentenza emessa sul caso di un agricoltore polacco che aveva dichiarato di coltivare quasi il doppio dell’estensione di terreno effettivamente destinata all’agricoltura. Scoperto, non solo era stato punito con l’esclusione per tre anni dagli aiuti europei, ma il tribunale circondariale di Goleniow lo aveva condannato anche a otto mesi di prigione. La Corte Suprema polacca, cui aveva fatto ricorso l’agricoltore, ha chiesto alla Corte di Giustizia europea se si dovesse applicare il principio del ‘ne bis in idem’ per cui non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato. Il Tribunale di Lussemburgo ha confermato che l’agricoltore poteva essere condannato penalmente affermando il principio che l’ esclusione temporanea dagli aiuti europei è una sanzione amministrativa “destinata a combattere le numerose irregolarità che vengono commesse nell’ambito degli aiuti all’agricoltura gravando pesantemente sul bilancio dell’Unione” e che “non è repressiva, ma consiste, essenzialmente, nel proteggere la gestione dei fondi dell’Unione”.(ANSA).

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