Ue, sì della Corte all’obbligo imposto da Italia su premi allevamento


L’Italia, come ogni altro Stato membro dell’Ue, puo’ imporre alla persona che presenta domanda per ottenere i premi che la politica agricola comune prevede per i bovini maschi e per l’allevamento di tipo estensivo, ”l’obbligo di produrre un titolo giuridico valido che giustifichi il diritto di utilizzare le superfici foraggiere interessate”. Lo afferma la sentenza che la Corte di giustizia dell’Ue ha reso pubblica oggi a Lussemburgo, in seguito ad una domanda pregiudiziale presentata del Tribunale di Treviso. I giudici italiani devono infatti pronunciarsi in una causa in cui gli imputati sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata e continuata ai danni dell’Ue, per aver percepito gli aiuti in questione mediante la presentazione di contratti di comodato d’uso delle superfici foraggiere utilizzate, create all’insaputa dei proprietari. Secondo gli imputati, affermare che l’allevamento possa essere praticato unicamente su aree foraggiere di proprieta’ del produttore o sulle quali questi possa vantare un preciso titolo di godimento, e’ in contrasto con lo spirito della normativa Ue. Per contro, i governi italiano ed ellenico ritengono che, una normativa nazionale che imponga di produrre un titolo giuridico valido non sia in contrasto con la normativa Ue. Peraltro, ”il regolamento europeo dispone che non sara’ effettuato alcun pagamento a favore di beneficiari per i quali sia accertato che hanno creato artificialmente le condizioni necessarie per ottenere quei pagamenti, al fine di trarre un vantaggio contrario agli obiettivi del regime di sostegno”. Per i giudice europei quindi, ”una normativa come quella italiana, diretta a impedire che gli allevatori possano abusivamente sfruttare terreni altrui al fine di eludere la normativa della Ue, cerca di rispettare gli obiettivi della misura di sostengo. E l’obbligo di produrre un titolo giuridico valido sembra conforme al principio di proporzionalita” che e’ uno dei principi generali del diritto comunitario. (ANSA).

3 Commenti in “Ue, sì della Corte all’obbligo imposto da Italia su premi allevamento”

  • Francesco Rossi scritto il 24 giugno 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 20:13

    Mi permetto di segnalare che la notizia è stata data in modo del tutto parziale in quanto andrebbe puntualizzato che, secondo la Corte di giustizia, la normativa comunitaria non prevede in alcun modo l’obbligo di allegare alla domanda di premi per bovini maschi un valido titolo giurdico, e che la previsione di tale requisito da parte della normativa nazionale deve essere rispettosa degli obiettivi generali propri della disciplina specifica comunitaria, dei principi generali del diritto comunitario, ed in particolare di quello di proporzionalità.

  • bruno nascimbene scritto il 24 giugno 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 20:55

    Non è quello il senso della sentenza. ‘E il contrario: l’obbligo non è previsto dalle norme UE. Se lo Stato lo prevede,deve conformarsi comunque ai principi generali del diritto Ue e soprattutto al principio di proporzionalità per quanto riguarda il controllo che può esercitare sull’erogazione. Il titolo giuridico valido non è richiesto dalle norme Ue: cioè non è una condizione per ottenere il premio.
    Questo vuol dire stare…”con i piedi per terra”. Grazie

  • Redazione scritto il 25 giugno 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 10:09

    ci scusiamo dell’ “inesattezza”, ringraziando per la puntualizzazione

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