Ue: ultima chance per lo stop agli animali clonati

Stretta finale per il Consiglio dei ministri dell’Ue e il Parlamento europeo chiamati a decidere se agevolare o meno l’arrivo della ‘Pecora Dolly”, e dei cibi provenienti da animali clonati, sul tavolo degli europei. I rappresentanti dei governi dell’Ue e degli europarlamentari hanno aperto il confronto, ieri sera a Bruxelles, per quello che puo’ essere considerato il negoziato dell’ultima chance: ossia introdurre nuove regole entro il prossimo 30 marzo, tali da garantire il diritto di scelta ai consumatori europei, che gia’ a grande maggioranza si sono pronunciati contro la clonazione a fini alimentari. Le trattative si sono aperte nella piu’ grande incertezza in quanto le posizione negoziali appaiono ancora lontane. Ai negoziatori non resta pero’ altra scelta che sfruttare appieno il margine, pur limitato, di manovra esistente. La posta in gioco e’ elevata, ha messo in guardia il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella (SD), responsabile per la conciliazione. ”Se questa notte non venisse raggiunto un accordo nell’ambito del regolamento ‘Novel Foods’ (di cui la clonazione e’ un elemento cruciale, ndr.) l’intera procedura sarebbe azzerata. Per avere un nuovo testo bisognerebbe attendere almeno 3 anni, lasciando gli operatori del settore e i consumatori senza una legislazione chiara in materia”. Per il Parlamento, quindi, l’auspicio e’ che i governi europei accettino di prevedere la tracciabilita’ e una chiara etichettatura per tutti gli alimenti prodotti da animali clonati e dalla loro discendenza: una condizione considerata essenziale per un accordo. Sulla stessa linea l’Ufficio dei consumatori Ue. E forse proprio l’etichettatura che i Paesi del Nord Europa attualmente rifiutano potrebbe rivelarsi la chiave per giungere ad un compromesso. Quanto all’Italia, nel corso dei precedenti negoziati, ha assicurato la piena collaborazione, sottolineando l’importanza di garantire l’informazione ai consumatori con misure eventualmente di etichettatura. Contro questa possibilita’ si sono in precedenza schierati Regno Unito, Svezia, Olanda, Germania, Estonia e Irlanda. Il clima delle trattative appare teso: ”Combatteremo una battaglia fondamentale per proteggere i cittadini comunitari, ha commentato Elisabetta Gardini (Pdl), che fa parte della delegazione del Parlamento al comitato di conciliazione. A suo parere ”l’Ue deve mettere al bando tutti i cibi provenienti da animali clonati e dai loro discendenti”. La Commissione europea, presente in veste di mediatore al tavolo negoziale, respinge le critiche di chi sostiene di aver bloccato in passato le trattative. Al contrario, spiega l’Esecutivo Ue, lavora affinche’ le due istituzioni possano trovare un accordo che sia ”fattibile e applicabile”. Domani vedremo se e’ stata fumata bianca o nera. (di Patrizia Lenzarini) (ANSA)

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