Ue unita per sostenere la vendita diretta

Dare una legittimità in Europa ai mercati agricoli locali, alla vendita di prodotti agricoli a km zero, cioé dal campo alla tavola, facendo in modo che questa realtà possa svilupparsi in condizioni appropriate. E’ la sfida che hanno lanciato i commissari europei all’agricoltura Dacian Ciolos e alla salute John Dalli, dando per la prima volta la parola a tutti i rappresentanti del settore e della società civile, per cui sono intervenuti Carlo Petrini, presidente di Slow Food e Reinhold Messner, non nella veste di famoso alpinista, ma di produttore agricolo di montagna, “a difesa della qualità e delle produzioni locali, che rappresentano un presidio anche per il territorio e il paesaggio alpino”. In Europa, ha spiegato Ciolos, “già il 15% dei 10 milioni di aziende nell’Ue vendono a livello locale più della metà della loro produzione agricola. Un fenomeno – ha detto – con un potenziale enorme, che corrisponde ad una visione moderna del nostro rapporto con l’alimentazione, sia per la competitività agricola, sia per la sua efficacia sociale e ambientale”. Il tema sta particolarmente a cuore all’Italia che chiede di promuovere questa realtà, per la quale delle proposte di miglioramento sono previste nella riforma della Pac. L’Italia, ha aggiunto la presidente del Comitato delle Regioni, Mercedes Bresso, “é per questo un laboratorio all’avanguardia”. Ciolos ha poi ricordato che in Italia già nel 2008 un cittadino su due si è servito della filiale corta”, mentre in Europa “un cittadino su due si lamenta di non trovare prodotti locali”. Le aziende dedite alla vendita diretta creano anche posti di lavoro permanenti e stagionali. E proprio a Ciolos si è rivolto Petrini, chiedendole “di avere ancora più coraggio, in favore dei piccoli e medi agricoltori, e per avviare una grande strategia per i giovani”. Ai governi, ha detto: “é troppo comodo far rimbalzare le responsabilità a Bruxelles. Ognuno pensi a realizzare bene gli obiettivi a casa sua a livello comunale, regionale e nazionale”. Infine, un’assicurazione importante è giunta dal commissario Dalli, sulla volontà di Bruxelles di essere “flessibile, pur garantendo la massima sicurezza sanitaria dei prodotti”, in favore della normativa che regola le filiere locali, soprattutto se situate zone estreme, come quelle di montagna. “Al momento nessun caso di carenze sono segnale”. (ANSA).

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