Ue vara gli aiuti per emergenza pesche e nettarine: Italia tra principali beneficiari

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Sono arrivate, e con un importo maggiore del previsto, le misure d’emergenza Ue per far fronte alla crisi di pesche e nettarine, aggravata ulteriormente dall’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei. La Commissione Ue ha stanziato solo per questa tipologia di frutta 32,7 milioni di euro, superiori ai 20-30 stimati la scorsa settimana, di cui 29,7 per di compensazioni per i ritiri dal mercato e tre per la promozione. Di questi ultimi, l’importo maggiore va all’Italia con 1,28 milioni. Le misure, che hanno valore retroattivo all’11 agosto, verranno pubblicate nelle prossime 48 ore sulla Gazzetta Ufficiale Ue. Queste propongono di aumentare dal 5% al 10% la quantità massimale di produzione delle organizzazioni produttrici che può essere ritirata dal mercato per la distribuzione gratuita, fissandola a un prezzo di 269 euro a tonnellata, per un totale stimato di 22,1 milioni di euro di aiuti Ue. Per i produttori che non sono membri di organizzazioni, invece, il contributo Ue per i ritiri è fissato al 50% di quello delle organizzazioni di produttori, per una somma stimata di 7,6 milioni. Inoltre, la bozza di regolamento prevede ulteriori 3 milioni per le attività di promozione per le organizzazioni di produttori, cofinanziate al 50%. Secondo la Coldiretti, però, il provvedimento Ue “arriva con ritardo e il quadro finanziaria limitato rende ancora più necessario che venga gestito con attenzione nell’interesse esclusivo degli agricoltori”, con il ministero dell’agricoltura che individui “le necessarie sinergie con altri provvedimenti”. Domani, intanto, è già prevista un’altra riunione tra esperti di Commissione, Parlamento Ue e stati membri, che farà il punto sull’attuazione di queste misure, incluse quelle adottate lunedì (125 milioni) per i prodotti dell’ortofrutta colpiti dal blocco di Mosca. Le risorse finanziarie per questi aiuti, però, rischiano di andare a valere sul bilancio della Pac per gli interventi d’emergenza non del 2014 ma già del 2015, mettendo così un’ipoteca sui fondi a disposizione per il prossimo anno. Il 28 agosto, inoltre, si terrà una riunione degli esperti per affrontare il problema dal punto di vista dei prodotti di origine animale. La questione potrebbe anche atterrare sul tavolo del vertice Ue di sabato prossimo, su iniziativa della Polonia con Finlandia e baltici che chiedono compensazioni per i produttori, non solo le attuali misure per stabilizzare il mercato. Il 5 settembre, poi, è fissata la riunione dei ministri dell’agricoltura dei 28. Parziale via d’uscita, anche se nessuno osa dirlo, potrebbe essere aggirare l’embargo russo esportando nei paesi dell’Unione doganale con Mosca come Bielorussia e Kazakhstan.
(di Lucia Sali – ANSA).

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