Un’alleanza per reagire al “profondo rosso” dei vini reggiani

uva nera 1 Per reagire al “profondo rosso” che contrassegna la produzione vitivinicola, ed anche i prossimi bilanci delle cantine del territorio reggiano, c’è una strada pressoché obbligata: maggiore collaborazione tra le cantine stesse, ed aggregazioni almeno sul piano operativo, se non si vuole arrivare a vere proprie fusioni. Un’alleanza di settore, che dovrebbe riguardare in primo luogo il ‘rossissimo’, vale a dire il prodotto dell’uva Ancellotta (questo vitigno rappresenta quasi la metà del vigneto reggiano), che ha avuto in passato anni d’oro come ‘colorante’ di altri vini, ma che adesso conosce una fase particolarmente difficile. Ecco quindi la necessità di allearsi tra le cantine reggiane, per evitare almeno di farsi concorrenza a vicenda e deprimere quindi ulteriormente le quotazioni di questo prodotto. Quanto ad alleanze, Cia-Confagricoltura-Copagri -che insieme hanno organizzato un’affollata iniziativa al Centro Fiere di Reggio Emilia- si propongono come esempio all’intero settore agricolo e cominciano a pensare a qualcosa di più consistente e stabile rispetto alla collaborazione sui problemi del settore. Quanto al vitivinicolo, le varie relazioni hanno sottolineato le difficoltà di mercato, legate alla situazione economica, ma che rischiano di avere effetti permanenti nel settore, dato che la concorrenza a livello mondiale si sta giocando tutta sul fattore prezzo, perciò al ribasso. Il lambrusco di suo mantiene le proprie posizioni, essendo una nicchia di mercato non risente più di tanto del minor apprezzamento dei vini rossi rispetto ai bianchi che contrassegna questo momento, ma neppure riesce ad essere valorizzato appieno.
Interessante infine una ‘simulazione’ presentata da Lorenzo Catellani vice presidente Cia di Reggio Emilia, che ha tradotto in numero di bottiglie pro-capite la produzione della recente vendemmia, che ha raggiunto 1,5 milioni di quintali. Ogni cittadino reggiano si ritroverà quindi con 303 bottiglie di vino a disposizione; considerato che come ogni italiano, ne berrà 63, ne resteranno ben 242 da far consumare ad altri: qualcuna sarà venduta grazie alle iniziative a km zero, ma molte di più dovranno prendere le strade del mondo intero.

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