Un altro autunno no per la castanicoltura dell’Alto Mugello

castagne2Autunno nero per le castagne. Quest’anno la raccolta in Alto Mugello è stata decimata, mentre il prezzo al chilo è raddoppiato.
La fotografia fatta dall’associazione castanicoltori “Valle del Senio” evidenzia un crollo della produzione. A causare questa picchiata verso il basso è stata una primavera troppo piovosa per gli insetti che devono effettuare l’impollinazione di piante alte fino a 30 metri. Ma soprattutto continua l’assedio della vespa cinese (il Cinipide), l’insetto killer che fa ammalare le piante e frena la crescita dei frutti. «Questa comunque sarà una stagione da dimenticare. Perché siamo di fronte a un disastro» sentenzia il sindaco Cristian Menghetti che non nasconde preoccupazione. «Turisticamente le sagre nei tre comuni dell’alto Mugello hanno funzionato molto bene, con numeri da record in ogni zona, ma abbiamo perso quasi tutto il raccolto. Ci hanno colpito il Cinipide ma anche l’eccessiva piovosità proprio nel momento dell’impollinazione. Un mix terribile».
Se da un lato l’annata è da dimenticare, dall’altro sono stati resi pubblici da parte dell’Associazione di castanicoltori i dati relativi alle ricerche svolte sull’attecchimento del Torymus Sinensis nei castagneti. I risultati sono assolutamente positivi
La presenza dell’insetto antagonista del cinipide è stata riscontrata in tutte le zone esaminate, con punte di presenza dentro le galle fino al 50%. L’insetto antagonista si è così ben adattato al nuovo habitat e sta lavorando dando buone speranze per i raccolti futuri.
La politica di intervento attuata dagli associati della Valle del Senio è stata efficace e potrebbe portare ad un ritorno delle produzioni in tempi decisamente più rapidi rispetto a zone dove invece i lanci di insetto antagonista sono state più blande.
Ma i nemici del Marrone IGP sono tanti, per questo l’Associazione Castanicoltori Valle del Senio non si ferma, ed in collaborazione con le amministrazioni comunali di Palazzuolo sul Senio e Casola Valsenio, oltre che l’Istituto Tecnico Agrario Scarabelli di Imola ed il Prof. Entomologo Aldo Pollini, hanno scelto di sperimentare l’utilizzo dei nematodi per limitare l’infestazione dei frutti da parte di alcuni parassiti che pregiudicano qualità e quantità del prodotto.
L’utilizzo dei nematodi è assolutamente naturale e compatibile con le tecniche biologiche, per questo si è scelto di tentare anche questa nuova sperimentazione al fine di tutelare le produzioni locali.

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