Un progetto di filiera per le olive da tavola


In Italia, in base agli ultimi dati Istat elaborati dall’osservatorio economico di Unaprol, si producono mediamente 70mila tonnellate di olive da tavola all’anno. Una produzione insufficiente a soddisfare la sola domanda interna in continuo aumento. Il nostro paese si conferma – si legge in una nota – il terzo produttore in ambito UE, dopo Spagna e Grecia. Il quadro produttivo nazionale vede il ruolo di Sicilia (43%) e Puglia (25%), quali principali aree di produzione di olive da tavola. I dati sono stati comunicati oggi a Frascati (Roma), nel corso di un convegno organizzato da I.O.O% qualita’ italiana, il consorzio di filiera tuta agricola e italiana ispirato da Unaprol, che ora lancia sul mercato la prima filiera agricola delle olive da tavola firmata dai produttori italiani. Il progetto, le cui azioni rientrano nelle attivita’ previste dal Regolamento CE 867/08, prevede iniziative volte al miglioramento qualitativo della produzione standardizzazione e innovazione delle tecnologie di trasformazione. “All’indomani dell’entrata in vigore dell’origine obbligatoria in etichetta, dopo l’olio extra vergine di oliva, anche il comparto delle olive da tavola puo’ contare sui servizi del nuovo consorzio I.O.O.% qualita’ italiana per promuovere l’eccellenza del prodotto targato made in Italy e dei suoi territori di produzione”. Ha affermato il presidente di Unaprol Massimo Gargano che ha poi aggiunto, “si tratta di un grande impegno a favore dell’alta qualita’ per mettere al bando l’anonimato dell’olio extra vergine di oliva e soprattutto delle olive da tavola, prodotti di un territorio che non e’ clonabile”.
Partner dell’iniziativa progettuale le universita’ di Perugia e di Teramo per gli aspetti legati al miglioramento della qualita’ e gli aspetti salutistici del prodotto. La produzione delle olive da tavola come quella dell’olio esprime un forte legame con il territorio. Tre le dop riconosciute: “Nocellara del Belice”, “Bella della Daunia”, l”Oliva ascolana”; ma vi sono altre varieta’ di pregio che meriterebbero uguali riconoscimenti, e tra le altre, Taggiasca tra Imperia e Savona, Itrana nel basso Lazio), Majatica nel Materano, Carolea in Calabria e Peranzana nell’alto tavoliere della Puglia.
Per la campagna 2009/10 la produzione mondiale di olive da tavola e’ stimata pari a circa 2.088.000 tonnellate con una leggera flessione del 4% circa, rispetto al livello produttivo della campagna precedente attestatosi su 2.180.000 tonnellate.
La Ue, con il 32% della produzione mondiale, conferma la propria posizione di leader produttivo. L’analisi dei consumi di olive da tavola mostra un andamento di progressione degli stessi. Per la campagna 2009/10 si stima un livello di consumi pari a 2.150.000 tonnellate. La Ue risulta essere l’area di maggiore consumo a livello mondiale, con una quota del 26%, seguita dalla Turchia con il 15%, L’Egitto con l’11% e gli Stati Uniti con il 9%.I principali paesi consumatori a livello comunitario sono la Spagna, al primo posto con il 30% sul totale. Seguono l’Italia con il 21%, la Germania e la Francia con il 9%”. (AGI)

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