Un progetto di rilancio e aiuti mirati. Le richieste delle centrali cooperative per uscire dalla crisi

spaghetti ”Per l’inedita fase di gravita’ che attraversa oggi tutta l’agricoltura italiana occorrono un intervento complessivo a carattere strutturale e l’adozione di misure specifiche per il rilancio del settore”. Lo ha detto Paolo Bruni a nome delle organizzazioni Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital, nel corso della audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sulle questioni riguardanti il settore agricolo e agroalimentare. Due i pilastri del progetto auspicato dalle tre sigle cooperative per il rilancio del settore primario: la centralita’ dei produttori agricoli dalla produzione al mercato, attraverso il potenziamento e l’ammodernamento delle aziende agricole di base, la riduzione dei costi di produzione delle materie prime, l’alleggerimento della burocrazia e una maggiore garanzia al consumatore sull’origine delle materie prime e sulla qualita’ dei prodotti. Il secondo binario e’ la distintivita’ del Made in Italy, che si traduce nel rafforzamento delle aggregazioni societarie, in maggiori investimenti per le innovazioni di processo e di prodotto e per l’internazionalizzazione, tutti interventi che rafforzano la competitivita’ delle imprese agricole a la valorizzazione sul mercato dei loro prodotti. Tra gli interventi generali, il rifinanziamento del Fondo di solidarieta’ nazionale con risorse adeguate (servono almeno 200 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2010-2012), la stabilizzazione degli sgravi contributivi in agricoltura previsti per le zone agricole svantaggiate e montane; la ricostituzione del Fondo per le crisi di mercato con una dotazione di almeno 150 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011; l’avvio della revisione del Decreto Legislativo sulla regolazione dei mercati con particolare riferimento alla necessita’ di predisporre norme piu’ stringenti in materia interprofessionale. Per favorire invece la competitivita’ con particolare riguardo alle forme associate e cooperative, e’ stato richiesto: – l’attribuzione di un credito d’imposta per la cooperative agricole ed agroalimentari pari alla defiscalizzazione del 50% degli utili reinvestiti in macchinari previsti per le altre societa’ con l’art. 5 della legge n.102/2009; – la concessione di un credito d’imposta per le cooperative agricole ed agroalimentari che realizzano concentrazioni, pari al beneficio fiscale di cui godono le altre societa’ per analoghi processi; – il recepimento delle misure europee anticrisi temporanee che prevede l’allentamento di talune restrizioni alle imprese, ovvero la possibilita’ di abbattere gli oneri finanziari, di capitalizzare le Pmi, di erogare ‘de minimis plus’ e di incidere sui sovracosti per le normative ambientali. – il rifinanziamento del credito d’imposta per la promozione dei prodotti agricoli sui mercati esteri e la contestuale modifica delle relative disposizioni. (Ansa)

Un Commento in “Un progetto di rilancio e aiuti mirati. Le richieste delle centrali cooperative per uscire dalla crisi”

  • Raffaele scritto il 2 novembre 2009 pmlunedìMondayEurope/Rome 19:48

    Bisogna diminuire i costi di produzione ? BRAVISSIMI ! Il concime triplica il gasolio e antiparassitari raddoppiano i prezzi crollano , le importazioni di prodotti di bassa qualità raddoppiano le aziende falliscono perchè il reddito di chi le conduce è piu’ basso di un pensionato Paolo Bruni ….. ma in che mondo vivi…..

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