Un tavolo per l’agricoltura Biologica per il Clima

Affrontare i cambiamenti climatici proponendo soluzioni che partano dalle possibilità connaturate all’agricoltura biologica: delineare lo scenario attuale, valutare gli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi agricoli, introdurre metodologie per la quantificazione degli stock e i flussi nel suolo dei gas ad effetto serra, promuovere il potenziale dell’agricoltura biologica per ridurre le emissioni e sequestrare la CO2 nel suolo, avviare attività di informazione verso gli agricoltori. Questo è ciò che si pone come obiettivo il Tavolo Italiano “Agricoltura Biologica per il Clima”. L’iniziativa vuole avviare e porre in essere strategie concrete di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, partendo dalla ricerca e dallo sviluppo di nuove metodologie di quantificazione delle emissioni, per arrivare alla promozione e al sostegno di un’agricoltura biologica consapevole del proprio coinvolgimento e del proprio potenziale nella riduzione dei gas ad effetto serra emessi in atmosfera. Le organizzazioni e gli enti partecipanti al Tavolo sanciscono la volontà di fornire supporto alle organizzazioni di rappresentanza dell’agricoltura biologica nello sviluppo della loro politica sui Cambiamenti Climatici. Questo impegno significherà anche fornire assistenza per lo sviluppo e l’introduzione di disposizioni relative ai cambiamenti climatici negli standard internazionali, creando quindi l’adeguato supporto istituzionale.
I cambiamenti climatici rappresentano oggi la più importante emergenza ambientale che governi, imprese e cittadini si siano mai trovate ad affrontare; l’agricoltura è il settore economico più sensibile al clima e, quindi, più vulnerabile ai suoi cambiamenti, e i piccoli agricoltori, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, rappresentano il gruppo più vulnerabile. I cambiamenti in corso influenzano direttamente la produzione di cibo e rappresenteranno sempre più un fattore di moltiplicazione dei rischi esistenti di sicurezza alimentare e mal nutrizione. Allo stesso tempo, l’agricoltura rilascia in atmosfera una quantità considerevole di gas serra. Secondo il Quarto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (International Panel on Climate Change), questi gas di origine agricola contribuivano per il 10-12% alle emissioni globali di gas serra di natura antropica. Queste sostanze sono la causa principale della più importante emergenza ambientale odierna: il riscaldamento del pianeta e i conseguenti cambiamenti climatici.
I cambiamenti climatici influenzeranno notevolmente il futuro sviluppo del sistema agricolo comunitario e la recente valutazione intermedia dell’attuale PAC (“Health Check”) rappresenta un ulteriore passo in avanti nella direzione di una agricoltura sostenibile volta ad affrontare la mitigazione dei cambiamenti climatici. Infatti, oltre alle novità sul regime di pagamento e degli aiuti, sono state inserite quattro nuove priorità da realizzare attraverso le politiche di sviluppo rurale: cambiamenti climatici e il rispetto del protocollo di Kyoto; energie rinnovabili; gestione delle risorse idriche; biodiversità.
La revisione della programmazione costituisce una grande scommessa ed una opportunità per L’Europa e per gli Stati Membri di riuscire a stabilire come e quanto un’agricoltura virtuosa possa riuscire a ridurre la concentrazione di gas climalteranti in atmosfera.
Per poter garantire un ampio dispiegamento del potenziale di mitigazione dell’agricoltura è necessario mantenere e sviluppare appropriati strumenti per stimolare e sostenere nell’introduzione ed applicazione di misure di riduzione delle emissioni.

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