Una lettera per dire no agli Ogm

Egregio Direttore,
abbiamo appena appreso che l’Unione Europea ha dato il via libera alla coltivazione sui suoli europei di quattro varietà OGM, per l’alimentazione degli animali d’allevamento e l’industria della carta (!). L’UE ritiene così di poter discutere sul futuro degli OGM, ma partendo da un punto di non-ritorno: la contaminazione dei suoli e delle colture adiacenti è un fatto dimostrato (ammissione della Bayer davanti ai tribunali americani che l’hanno perciò condannata!). Questo significa che i cittadini non potranno scegliere cosa mangiare, gli agricoltori subiranno pressioni, le varietà tradizionali saranno a rischio di scomparsa, così come il biologico. L’unica speranza è che gli Stati membri – e quindi anche l’Italia – sappiano resistere alle pressioni economiche delle multinazionali che brevettano e vendono sementi, ma anche i relativi pesticidi, meglio di quanto abbia fatto il Parlamento Europeo.
A livello comunitario non si è tenuto conto del fatto che gli OGM: non risolvono la fame nel mondo; causano squilibri economici, per l’enorme potere che i brevetti conferiscono alle multinazionali; sono pericolosi per la salute umana, anche dei nascituri, e per quella degli animali; inquinano l’ambiente, richiedendo forti quantità di pesticidi (pensati, brevettati, prodotti e venduti dalle multinazionali in stretto legame con ogni singola varietà geneticamente modificata che ne richiede in grande quantità); alterano il patrimonio genetico non solo delle piante, ma anche degli animali (uomo compreso) che se ne cibano, senza che si sappiano con esattezza i danni provocati; riducono la biodiversità vegetale e animale. Per approfondimenti, rinviamo alla pagina del nostro sito dedicata agli OGM in agricoltura: www.unacremona.it/ogmverdi.html.
Questo non significa che l’Italia debba adeguarsi e fare altrettanto: è una buona occasione per reagire, come hanno già fatto i cittadini e il mondo politico di tanti altri paesi del mondo, primo fra tutti l’India.
Il “No!” agli OGM non deve arrestarsi a questa concessione dell’Unione Europea!

Amministratore del sito www.unacremona.it
e Responsabile della Comunicazione dell’Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

Un Commento in “Una lettera per dire no agli Ogm”

  • Pierluigi scritto il 13 marzo 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 17:59

    Egregio amministratore del sito http://www.unacremona.it, accetto e rispetto il fatto che lei sia contrario all’uso delle sementi OGM, ma non posso esimermi dall’argomentare su alcune motivazioni che lei adduce per giustificare la sua posizione…le vado ad analizzare una per una.
    1) gli ogm non risolvono il problema dalla fame nel mondo. Possibile, ma è comprovato che una pianta sana produca più di una pianta malata e logica vuole che più si produca più si abbia la possibilità di immettere merci sui mercati mondiali con più disponibilità per tutti i paesi del mondo, compresi quelli più poveri.
    2) più potere alle multinazionali. Le case produttici di seme si adegueranno ben presto alle nuove concessioni e nel giro di breve tempo saranno in larga misura in grado di commercializzare sementi modificate per soddisfare la richiesta del mercato; se poi alcune dovranno acquistare brevetti da altre lo faranno..d’altronde penso sia sacrosanto che chi ha investito grandi capitali in ricerca non abbia alcuna obbligo di fare carità a chi se ne è stato alla finestra. Del resto i grandi gruppi governano il mercato oggi così come lo faranno domani..sostanzialmente non cambierà nulla.
    3) Pericolosità per la salute umana: affermazione assolutamente gratuita non supportata da alcuna prova scientifica. Lei sa quanto me che il mondo della scienza a tutt’oggi non ha dimostrato nulla relativamente alla pericolosità di questi alimenti, l’unica eccezione che i detrattori sono in grado di portare é: fra 40 anni emergeranno degli effetti letali sulla salute umana. La stessa eccezione potremmo farla per qualsiasi nuova molecola venga immessa sul mercato del farmaco per l’uomo, potremmo sempre sostenere cioè che la stessa molecola che oggi guarisce una certa patologia fra 40 anni potrà rivelarsi dannosissima su altri fronti. Ragionando in questo modo moriremmo ancora di tifo e di tbc.
    4) gli ogm inquinano l’ambiente perché comportano l’uso di grosse quantità di fitofarmaci. Beh, allora non ci siamo proprio: peculiarità delle sementi ogm è quella di creare piante che sono resistenti intrinsecamente a certe patologie evitando quindi la necessità di intervenire chimicamente per prevenire o per curare le stesse. Del resto questo è il motivo per cui noi agricoli siamo in larga maggioranza favorevoli all’uso degli ogm e cioè una riduzione dei costi dovuta al non impiego di prodotti chmici che comportano spese di acquisto e di distribuzione non banali nella misera economia delle colture cerealicole.
    In conclusione quindi è innegabile che la pianta ogm non venga sottoposta ai trattamenti chinici ai quali invece è sottoposta la pianta tradizionale.
    5) alterazione del patrimonio genetico umano e degli animali. Riconducibile al punto 3: affermazioni del tutto sganciate da qualsivoglia prova scientifica.
    De resto dando un’occhiata sul sito di unacremona, precisamente a questa pagina http://www.labiolca.it/Commenti-di-autorevoli-scienziati-sugli-OGM.html si rileva come le argomentazioni di autorevoli scienziati controgm siano di natura etica o possibilista. Nessuna affermazione scientificamente provata viene offerta al lettore se non il caso di olio di colza adulterato che risulltò essere dannoso per gli uomini ma non per i topi…che ci azzecchi il concetto di adulterato con quello di geneticamente modificato proprio non riesco a coglierlo.
    Sostanzialmente si evince che le motivazioni di chi è conto gli ogm sono ideologiche. Per carità, più che rispettabili , mi sembra però scorretto sostenere la propria posizione spacciando ipotesi per affermazioni supportate scientificamente.
    Saluti

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