Unaitalia, business pollame (+27%). Vinta sfida taglio farmaci

pollo 2Viaggia controcorrente la filiera avicola, quella delle carni di pollo e tacchino e delle uova, e sembra tener testa alle diete veg che hanno determinato invece un calo delle spese per carni bovine e suine, e loro derivati, pari al 7,5% nel 2015. Invece, i prodotti avicoli – unico esempio tra le carni – hanno visto aumentare nel periodo 2009-2015 i consumi, dai 18,6 kg procapite ai 20,2 kg, la produzione (+9%), la ricchezza prodotta dagli allevamenti (+27%) e quella della trasformazione (+6,2%). Bene il business dunque, pari a 4,2 miliardi di euro nel 2015, e al contempo sono positivi i risultati di innovazione e uso razionale degli antibiotici in avicoltura. A sottolinearlo, in un forum a Roma, è Aldo Muraro, presidente di Unaitalia, l’associazione di riferimento del settore avicolo. Sono 6167 gli allevamenti professionali in Italia, secondo dati dell’Anagrafe avicola, e circa l’80% degli allevatori di pollo e il 90% di quella di tacchino ha già raggiunto l’obiettivo di riduzione del 40% degli antibiotici previsto per il 2018, ha detto la ricercatrice Nomisma Ersilia di Tullio nella presentazione del Rapporto sull’avicoltura italiana. “Siamo una filiera virtuosa – rivendica Muraro – ma soffriamo l’allarmismo da talk show. Nonostante i nostri sforzi di innovazione, biosicurezza, benessere animale e tecnologie, abbiamo bisogno di risorse per far crescere i circa 3mila allevamenti convenzionali che ancora non guardano al futuro. Un invito raccolto dal ministero delle Politiche agricole: “Siamo sotto attacco, lo è tutto il comparto carni – ha detto Luca Bianchi, capo dipartimento politiche competitive e qualità del Mipaaf, – perciò partiremo a breve con una campagna istituzionale sulle proteine animali. Abbiamo già trovato le risorse. Ma è necessario un nuovo approccio, va alzata l’asticella su sostenibilità dei processi di produzione. Il consumatore ci chiede di più degli standard attuali, e noi sosterremo i marchi a prova di sostenibilità come abbiamo fatto per il vino”. Concorde il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, in un messaggio, ha sottolineato come “la filiera avicola sia un modello per l’industria alimentare e come tale va pertanto tutelata. Tre sono le parole chiave per la valorizzazione: benessere, uso prudente del farmaco e biosicurezza. Sono tematiche sulle quali ho deciso di investire risorse del mio dicastero, convinta che dalla collaborazione pubblico-privato si possano ottenere risultati. Sull’uso prudente del farmaco – ha concluso Lorenzin – voglio esprimere un apprezzamento per la convinta adesione del settore del pollo da carne e del tacchino al “Piano Nazionale per l’uso responsabile del farmaco veterinario e per la lotta all’antibiotico”.

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