Unaprol, il 40% tracciabilità olivicola parla pugliese

olive1“Le filiere tracciate Unaprol della Regione Puglia indossano la maglia rosa ad Expo 2015”. Lo afferma David Granieri, presidente di Unaprol in occasione di un convegno promosso ad Expo con la collaborazione di AgriExpo. Delle 700 filiere e 7000mila aziende in tracciabilità organizzate dal consorzio olivicolo italiano, infatti, ben 150 filiere ed oltre 3000aziende hanno origine pugliese. In Puglia la superficie investita ad olivo è di circa 375 mila ettari. Il 15% delle aree coltivate ad olivo sono condotte con metodi di produzione biologica che rappresenta il 32% della superficie biologica a livello nazionale. L’olivicoltura pugliese è così ripartita: Bari 27%, Lecce 25%, Brindisi 17%, Foggia 13%, Taranto 9% e Barletta-Andria- Trani 9%. Cinque le DOP presenti nella regione; rispettivamente nelle province di: Brindisi (Collina di Brindisi), Foggia (Dauno), Bari (Terra di Bari), Lecce, Taranto e Brindisi (Terre d’Otranto), Taranto (Terre Tarantine). L’olivicoltura pugliese è caratterizzata da un’ampia gamma di varietà, si arriva a contarne più di 50. La principale è la Coratina che occupa una superficie di circa 90.000 ettari (pari all’8% del totale nazionale), seguono in ordine di importanza l’Ogliarola Salentina, la Cellina di Nardò e l’Ogliarola Barese. La Puglia, con il 20% della produzione nazionale, riveste un ruolo importante anche nel comparto delle olive da mensa. Le zone maggiormente vocate alla produzione di olive da mensa sono quelle delle province di Bari e Foggia. Nella provincia di Foggia è dominante la varietà Bella di Cerignola caratterizzata anche dal riconoscimento della DOP e diffusa in maniera particolare nel comprensorio del Comune di Cerignola. Nel Barese è diffusa la varietà Sant’Agostino in maniera particolare nei Comuni a nord della provincia. Sono presenti altresì altre varietà a duplice attitudine come ad esempio la Peranzana e la Cellina di Nardò. In generale, i quantitativi medi di produzione annua nella Regione sono così distinti: oli extravergine (40-45%), oli vergini (30-35%) oli lampanti (tra il 25% e il 30). In Puglia operano oltre 650 frantoi che rappresentano uno dei punti di forza per la migliore produzione regionale di oli extra vergine di alta qualità tracciata e certificata.(ANSA)

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