Ungulati assediano i campi: in Emilia Romagna 507 mila euro di danni

Campi e boschi affollati e assediati da cinghiali, caprioli, daini e cervi. La popolazione di ungulati in Emilia-Romagna vive una crescita forte e costante che, nel 2010, ha provocato danni alle produzioni agricole per 507.092 euro, quasi il doppio rispetto al 2005. Per contenere l’impatto sulle coltivazioni e anche per ridurre gli incidenti stradali indotti dall’attraversamento delle strade da parte di questi grossi animali, la Regione ha messo a punto un’intesa triennale con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per fissare una nuova strategia di gestione della fauna. In particolare si prevede, nelle zone dove verra’ censita un’eccessiva densita’ di una specie, di autorizzare percentuali di abbattimento superiori a quelle indicate, ora al 20-25%. L’Ispra fara’ da supervisore e definira’ i criteri con cui le varie Province devono realizzare i censimenti e dare il proprio parere sui relativi piani di caccia. ”Qua non si tratta – ha chiarito l’assessore regionale all’ Attivita’ faunistica-venatoria Tiberio Rabboni – di far la guerra ai ‘bambi’. Ma di tornare ad una presenza sostenibile di questi animali. In molte zone della regione non e’ piu’ cosi’, e il mondo agricolo denuncia danni molto pesanti”. Nonostante rispetto al 2009 gli importi accertati siano leggermente calati (da 715.019 euro a 507.092), le cifre rimangono importanti. Il mattatore dei campi e’ di gran lunga il cinghiale che, dal 2004 ad oggi, ha causato danni per 1,9 milioni. Seguono i caprioli (717.097 euro), i cervi (432.938), i daini (38.236) e i mufloni (6.950 euro). Difficile calcolare con precisione quanti siano gli ungulati in regione. I caprioli, la specie per cui il censimento e’ piu’ accurato, sono passati da 15.792 capi nel 2000 a 109.250 nel 2010. E’ Reggio Emilia la provincia piu’ affollata (24.261 capi), seguita da Modena (21.316), Bologna (21.101) e Parma (17.154). Nell’accordo Regione-Ispra, poi, viene adottato il criterio di riferimento di ”soglia di danno economico tollerabile” per i cinghiali, al quale rapportare il prelievo venatorio e ci si propone di contrastare in modo piu’ efficace la presenza di ungulati nelle zone di pianura.
foto di Andrea Lauretti http://www.flickr.com/photos/38577557@N08/

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