Unione Bonifiche Emilia Romagna Pederzoli eletto presidente

Massimiliano Pederzoli, 51 anni, imprenditore di Brisighella, è stato eletto presidente dell’Unione regionale Bonifiche Emilia Romagna (Urber), che associa e rappresenta tutti i Consorzi di bonifica della regione ed altri organismi che operano nel settore della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche. La nomina è giunta all’unanimità nella prima assemblea di Urber dopo le elezioni dei nuovi CdA dei Consorzi associati.
“Completato il processo di riordino – dice il neopresidente Urber – il sistema di bonifica dell’Emilia Romagna è pronto a rilanciare la sua azione sia verso il mondo istituzionale esterno, sia al proprio interno. Con la Regione auspichiamo che in tempi brevi si apra il confronto sulla nuova legge di riforma, per dirimere alcuni nodi importanti, tra cui – in primo luogo – la certezza delle entrate correnti e dei finanziamenti pubblici per gli investimenti infrastrutturali”.
“Al nostro interno – aggiunge Pederzoli – abbiamo come obiettivo primario, emerso anche alla recente Conferenza organizzativa nazionale di Grosseto, di puntare su una politica di informazione e comunicazione circa le attività della Bonifica e sull’impegno quotidiano dei Consorzi nella gestione responsabile delle risorse naturali. Vogliamo anche fornire informazioni corrette a tutti gli utenti, ed in particolare a quelli urbani, sul perché pagano il contributo e su quale sia il beneficio che deriva dall’attività di Bonifica per la proprietà immobiliare”.
La bonifica svolge un ruolo insostituibile per la tutela del territorio. “I Consorzi sono impegnati in grandi progetti per ammodernare la rete di scolo e insieme potenziare i sistemi irrigui all’insegna di maggior efficienza e risparmio. Il nostro sistema di Bonifica si colloca dentro ad un modello di sviluppo che pone al centro il territorio, valorizzandone elementi quali cultura, storia, ambiente. Ma il territorio va tutelato, perché minacciato da un’eccessiva urbanizzazione, causa prima dei dissesti idrogeologici che con preoccupante aumento si registrano ad ogni inverno”.
In Emilia Romagna tutto il territorio – in larga parte sotto il livello del mare – è classificato per legge di bonifica ed è suddiviso in 8 ambiti territoriali chiamati comprensori, delimitati da confini idraulici di bacino. Su ciascun comprensorio opera un Consorzio per un totale di 8 Consorzi di primo grado e 1 (Canale Emiliano Romagnolo) di secondo grado. Imponente il sistema di opere gestito dai Consorzi: oltre 20.000 chilometri di canali utili sia per raccogliere e allontanare le acque eccedenti sia per distribuirle a usi produttivi; 580 impianti per la difesa idraulica e il sollevamento e l’utilizzo delle acque, 2 dighe (capacità totale 18,7 milioni di metri cubi), 7 traverse (500.000 metri cubi), 52 casse di espansione (capacità 66 milioni di metri cubi) per rendere più sicuro il territorio e valorizzarlo a fini ambientali; 9 aree naturalistiche. A fini irrigui, industriali e ambientali viene distribuito mediamente ogni anno oltre 1 miliardo di metri cubi d’acqua su quasi 650.000 ettari servendo circa 50.000 aziende agricole.

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