Unione Europea si prevede la raccolta più bassa di pere degli ultimi 10 anni

Un calo del 17,8% rispetto allo scorso anno nella produzione di pere: è questa la previsione in campo in Europa per il 2010, 2.155.000 tonnellate, alla quale va aggiunta quella stimata per Austria, Slovenia, Cipro e Lussemburgo, per un totale complessivo di 2.332.050. Stima che, se confermata, porterebbe la quantità al livello più basso degli ultimi 10 anni. Si pone al di sotto della media del periodo 2007/2009 di 12 punti percentuali.
Solamente la Spagna, tra i maggiori paesi produttori, prevede una produzione maggiore con +3%.
Emergono al contrario elevate riduzioni in rapporto alla scorsa campagna in particolare in Italia (-24%), Portogallo (-40%), Belgio (-26%) ed in misura minore in Francia (-14%) ed Olanda (-11%).
Anche per le mele le cose non vanno bene: la produzione si posiziona su circa 9.800.000 tonnellate, inferiore dell’ 11% nel confronto con il 2009 ed inferiore del 7% sulla produzione media del triennio 2007/2009.
Tutti i principali Paesi produttori flettono rispetto alla precedente annata, il calo è particolarmente rilevante soprattutto in Polonia con –24% rispetto al 2009, il Belgio scende del 27%, la Germania del 17%, mentre un calo più lieve si nota in Italia e Francia che flettono rispettivamente -3% e -4% con una produzione appena sotto la media del periodo.
Guardando i numeri, i problemi maggiori sono stati subiti dalla Polonia che da diverso tempo rappresenta il primo produttore Europeo.
In controtendenza la produzione spagnola attesa in rafforzamento di 7 punti percentuali rispetto al deficitario 2009.
Paolo Bruni, nel suo ruolo di Presidente della COGECA (la Confederazione che rappresenta 40.000 cooperative dell’UE) commenta le previsioni di produzione per pere e mele : “ I vari momenti negativi sul piano climatico sia invernale (con minime a meno 20/25 gradi in diversi paesi del centro Europa) che primaverile (freddo e pioggia in quel periodo) hanno inciso pesantemente sulla produzione che nel caso delle pere sarà la più bassa degli ultimi 10 anni”. Concludendo Bruni sottolinea: “Oltre alla scarsa produzione va ricordato che i produttori europei hanno compiuto enormi sforzi imprenditoriali ed economici per garantire al consumatore frutti sani con la massima sicurezza alimentare e prodotti con tecniche a basso impatto ambientale. Per quanto riguarda l’Italia che rimane leader nell’ortofrutta in Europa, ciò è stato confermato anche dai dati recentemente presentati dal Ministero della Salute dai quali emerge che su 4595 campioni esaminati il 99,2% è risultato regolare”.

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