Unionzucchero: no ad abbattimento silos


Unionzucchero dice no ”all’illegittima richiesta degli Uffici della Commissione europea di smantellare i silos di immagazzinamento” e si rivolge al ministro Romano ”auspicando che sostenga gli interessi nazionali”. L’industria saccarifera nazionale, negli ultimi cinque anni – ricorda Unionzucchero – ha attuato quanto richiesto dall’Unione europea. In tutta l’Ue, dal 2006, sono state chiuse 80 fabbriche e nello stesso periodo, in Italia, le imprese associate a Unionzucchero (Coprob-Italia Zuccheri, Eridania Sadam e SFIR) hanno chiuso 15 fabbriche, rinunciando a oltre i due terzi della quota di produzione nazionale del 2005. Tutti i lavoratori degli zuccherifici chiusi, fissi e stagionali pari a quasi 5.000 addetti – ricorda ancora Unionzucchero -, sono stati tutelati tramite il ricorso agli ammortizzatori sociali ma anche grazie all’impegno finanziario e professionale delle stesse imprese che hanno offerto ulteriori sostegni e incentivi economici a copertura del mancato reddito e hanno ricollocato una gran parte dei lavoratori nell’ambito di nuove attivita’, all’interno dei medesimi gruppi industriali. Ora, al termine della ristrutturazione dell’intero settore, gli Uffici della Commissione europea pretendono che le industrie abbattano i silos di immagazzinamento dello zucchero. Tale richiesta – afferma Unionzucchero – e’ illegittima perche’ infondata nel merito, visto che i silos non sono considerabili ”impianti di produzione” e quindi non andavano obbligatoriamente smantellati; intempestiva, perche’ arriva quattro anni dopo l’approvazione dei piani di ristrutturazione; irrilevante rispetto agli obiettivi della Ue, che ha gia’ ampiamente ridotto i propri volumi di produzione, in gran parte proprio grazie alle scelte degli operatori italiani; assolutamente sproporzionata, laddove presuppone una correzione finanziaria a carico dello Stato ben superiore a 100.000.000; del tutto irragionevole, vista l’indisponibilita’, fino ad oggi, degli Uffici comunitari ad argomentare la richiesta ed esplorare qualsiasi soluzione alternativa e conciliativa; pericolosa per il sistema di approvvigionamento nazionale, in quanto il venir meno dei silos farebbe svanire una logistica articolata e diffusa; socialmente drammatica, visto che l’abbattimento dei silos (ancora attivi e integrati con gli impianti di confezionamento) porterebbe ad ulteriori perdite di posti di lavoro, fino a 100/150 addetti in un settore che ha gia’ pagato le scelte comunitarie. Pertanto – osserva Unionzucchero – tutte le imprese hanno gia’ notificato i ricorsi avverso ogni atto nazionale o comunitario che le costringa ad azioni non dovute e dalle conseguenze economiche e sociali sopra indicate. Unionzucchero si aspetta ora che il ministro Romano sostenga in Italia e a Bruxelles le ragioni dell’industria saccarifera e della filiera disponendo l’immediata erogazione degli aiuti nazionali, difendendo il legittimo mantenimento dei silos, negoziando una riforma dell’OCM zucchero che garantisca le produzioni nazionali e favorendo, infine, la rapida adozione di uno stabile quadro normativo sulla produzione di energia elettrica da biomasse di fonte agricola, adeguatamente incentivato e tale da consentire la piena realizzazione dei progetti di riconversione programmati da tutte le imprese del settore. (ANSA).

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