Uve Pantelleria diventano patrimonio dell’Unesco

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Una pratica agricola frutto dell’isola del vento, Pantelleria, uno scoglio vocato alla viticoltura eroica tra Sicilia e Africa, conquista Parigi, e viene inserita con voto all’unanimità nella prestigiosa lista del patrimonio umanitario Unesco. ”Tutti i 161 Stati sono stati d’accordo nel riconoscere la pratica di Pantelleria come patrimonio dell’umanità. All’unanimità: un grande successo dell’Italia che all’Unesco si conferma una vera e propria potenza culturale” commenta da Parigi Pier Luigi Petrillo, autore del dossier di candidatura. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, che aveva visitato l’isola siciliana lo scorso settembre dando il suo personale imprimatur alla candidatura, si dichiara ”orgogliosissimo del fatto che l’Italia ancora una volta in sede Unesco segni un punto di grande qualità e una novità di grande portata”. A Parigi grande è stata la soddisfazione da parte del team giuridico e delle istituzioni che hanno brillantemente curato la candidatura di Pantelleria e la sua arte nel fare Passito. “E’ la prima volta – sottolinea Petrillo – che l’Unesco riconosce il valore culturale di una pratica agricola. Così facendo viene riconosciuto anche il ruolo degli agricoltori come primi difensori dell’ambiente e della biodiversità. Deve essere una grande soddisfazione per i panteschi, una popolazione circondata dal mare che ha saputo trasformare l’austerità della sua terra in fecondità produttiva”. Per l’Ambasciatore italiano all’Unesco, Vincenza Lomonaco, che con Petrillo ha condotto i negoziati, “il riconoscimento per Pantelleria dimostra l’importanza per l’Italia di investire sulle industrie culturali e creative quale motore e stimolo per la crescita secondo i principi dello sviluppo sostenibile. A sei mesi dall’inizio dell’Expo arriva conferma del primato dell’Italia sui temi della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione”. “Il riconoscimento Unesco è importante – conclude il sindaco di Pantelleria Salvatore Gino Gabriele- per il paesaggio, per chi vive sull’isola, per chi lavora nei campi e ha costruito questi straordinari terrazzamenti, per chi oggi produce un prodotto naturale quale e’ il passito, per i giovani, per un ritorno dei giovani all’agricoltura, all’innovazione nel rispetto delle tradizioni e di una architettura del paesaggio declinata in sostenibilità e in produzioni tipiche. Sarà ora importante – auspica infine – che il Mipaaf insieme alla Regione Sicilia e al Comune di Pantelleria definiscano un disciplinare della pratica agricola per una corretta gestione anche del riconoscimento Unesco”.
(di Alessandra Moneti – ANSA)

Foto da www.passitopantelleria.it

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