Vacanze: per 8, 3 mln di italiani cibo tipico come souvenir

prodotti tipici foto di mirella malagutiLa crisi cambia le priorita’ in vacanza con ben 8,3 milioni di italiani che scelgono il prodotto agroalimentare tipico del territorio come souvenir preferito, seguito da 3,5 milioni di italiani che acquisteranno invece oggetti artigianali (ceramiche, tessuti, lavorazioni in legno) mentre gadget, magliette e cartoline interessano appena 2,2 milioni di italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti nella prima analisi su “Le vacanze degli italiani a tavola nell’estate 2013”, nell’ambito dell’incontro promosso insieme alla Fondazione Univerde sulla base dei dati Ipr marketing. Nell’estate 2013 – sottolinea la Coldiretti – i prodotti tipici come vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve vincono su tutte le altre scelte, ma va segnalato con preoccupazione il fatto che quasi 4 italiani su 10 (37 per cento) tornano a mani vuote dalle vacanze. Le difficolta’ economiche che costringono molti a risparmiare in vacanza spingono anche verso spese utili, con l’enogastronomia che – sostiene la Coldiretti – e diventata anche una componente irrinunciabile della vacanza made in Italy. In altre parole, si risparmia eventualmente sul tempo da trascorrere in ferie, accorciando magari la permanenza nel luogo di vacanza e anche sulla qualita’ dell’alloggio, preferendo sistemazioni piu’ modeste, ma – precisa la Coldiretti – non si rinuncia a gustare e acquistare come ricordo le specialita’ tipiche del posto di villeggiatura. L’Italia e l’unico paese al mondo – continua la Coldiretti – a poter contare su un patrimonio di 4.671 specialita’ tradizionali alimentari tutte esclusivamente ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e realizzate con metodiche praticate sul tutto il territorio in modo omogeneo. A questi si aggiungono 252 prodotti Dop e Igp e 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt).
La ricerca dei souvenir alimenta il turismo enogastronomico che e’ anche favorito – sottolinea la Coldiretti – dal moltiplicarsi, nel periodo estivo, delle sagre dedicate ai prodotti locali con circa 18 mila eventi sul territorio nazionale, pari a una media di 250 appuntamenti al giorno.
Quasi tre italiani su quattro che rispondono (74 per cento) ha gia’ deciso – rileva la Coldiretti – che partecipera’ a sagre durante l’estate 2013 e di questi il 24 per cento pensa di non spendere niente, il 34 per cento non piu’ di dieci euro per persona e l’14 per cento tra i 10 ed i 30 euro per persona. Una opportunita’ – continua la Coldiretti – resa possibile anche dal moltiplicarsi dei mercati, delle botteghe e degli spacci aziendali degli agricoltori di “Campagna Amica”, che possono contare su 7.978 punti vendita in tutta Italia dove e possibile acquistare i prodotti agricoli e alimentari del territorio a chilometri zero che sono frequentati durante l’estate da ben l’80 per cento degli italiani rispondenti che non si lasciano sfuggire la possibilita’ di visitare frantoi, malghe, cantine e mercati degli agricoltori. “Sono ventuno milioni gli italiani che hanno acquistato nei mercati degli agricoltori, un atto che, in vacanza, significa anche una responsabilita’ sociale nel sostenere l’economia, l’occupazione e il paesaggio del territorio che si sta visitando” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “i mercati rappresentano nel contempo anche un formidabile strumento di coesione sociale, conoscenza, animazione sociale ed educazione alimentare, perche’ ricreano un legame profondo tra consumatore e produttore”. Ogni regione italiana vanta specialita’ uniche alle quali e’ difficile “resistere”. Come non degustare sul posto gli arrosticini abruzzesi, le orecchiette pugliesi, la ‘nduia calabrese o la mozzarella di bufala campana Dop, come non acquistare per portare a casa o regalare agli amici il formaggio Bitto della Lombardia, i peperoni di Senise della Basilicata, le coppiette di maiale laziali, gli autentici tortellini emiliani, il pane carassau sardo, le nocciole del Piemonte e i pistacchi di Bronte della Sicilia e, infine, come non rimpinguare la dispensa con confezioni di pesto ligure, di lenticchie di Castelluccio di Norcia o di polenta di mais Marano veneto? E per finire come e’ possibile non arricchire la cantina con alcune bottiglie di Brunello di Montalcino o Verdicchio di Jesi?.

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