Vendemmia 2010: ottime attese per l’Emilia-Romagna


Nei vigneti dell’Emilia Romagna ci sono le premesse per ottenere ottimi vini dalla vendemmia 2010. Lo sostiene Coldiretti regionale alla luce dell’avvio, in quasi tutte le province, della raccolta delle uve per i vini bianchi e per quelli destinati alla spumantizzazione, in particolare chardonnay, sauvignon e pinot nero. Anche i vini rossi, le cui uve verranno raccolte a partire dalla metà di settembre, fanno prevedere una elevata qualità in grado di soddisfare il gusto dei consumatori. Secondo l’organizzazione dei coltivatori, la produzione regionale complessiva di vino sarà in linea con la vendemmia del 2009, che è stata di 6,5 milioni di ettolitri di vino.

Dopo alcuni anni di vendemmia anticipata – commenta Coldiretti Emilia Romagna – quest’anno si è tornati a vendemmiare in tempi normali, con un andamento meteorologico che ha favorito il giusto bilanciamento tra acidità e zuccheri, che dovrebbe incentivare la qualità del prodotto finale.

E’ fondamentale – sostiene Coldiretti – che l’alta qualità del prodotto in vigna trovi un adeguato riscontro nel prezzo pagato ai produttori, senza cedere a chi nella filiera gioca al ribasso per rifornirsi di prodotto agricolo a prezzi stracciati, come è successo nel 2009 quando le uve sono state pagate dal 20% al 40% in meno rispetto al 2008. Secondo i dati dell’Osservatorio Agroalimentare regionale – rileva Coldiretti – già l’anno scorso il vino è stato remunerato ad un prezzo medio di 37,10 euro ad ettolitro, addirittura più basso di quindici anni fa, quando fu pagato 41,8 euro (81 mila lire). E’ una situazione inaccettabile se si calcola che nel frattempo i costi di produzione sono più che triplicati a causa dell’aumento dei costi energetici, dei fitofarmaci e della manodopera.

“Se le uve non saranno adeguatamente remunerate – sostiene il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – c’è il rischio di un’accelerazione della scomparsa dei vigneti che da sempre caratterizzano il territorio dell’Emilia Romagna. Negli ultimi dieci anni, sempre secondo i dati dell’Osservatorio Agroalimentare, la superficie a vigna in regione è diminuita di oltre 8.000 ettari, passando dai 63.407 ettari del 2000 ai 55.224 del 2009”.

Intanto – rileva Coldiretti – di fronte alla tendenza della filiera di abbassare i prezzi alla produzione, in Emilia Romagna aumentano i produttori che vendono direttamente il loro vino: nel 2009 sono state oltre 2.300 (+43% rispetto al 2008) le aziende che hanno aperto le porte ai consumatori, che, dal canto loro, stanno dimostrando di apprezzare questo approccio al vino perché consente di scoprire il territorio e di conoscere direttamente il produttore e le caratteristiche del prodotto che acquistano, riducendo contemporaneamente la bolla speculativa che si crea per le troppe intermediazioni dal campo alla tavola.

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