Vendemmia 2013, anche in Romagna prevista un’ottima annata

IMG_0706 (4)Anche in Romagna – dove si produce circa il 50% del vino della nostra Regione – la vendemmia 2013 ha tutte le caratteristiche per confermarsi come una delle migliori degli ultimi anni, sia per le quantità raccolte (circa il 10% in più rispetto al 2012), sia per la qualità delle uve.
Dal punto di vista della tempistica, ad oggi, siamo, in generale oltre dieci giorni in ritardo sull’epoca di raccolta del 2012. Quindi una vendemmia vecchio stile con le uve raccolte in settembre, e non a Ferragosto, fino a metà ottobre.
La vendemmia è partita per le Albane (produzione prevista +10% rispetto allo scorso anno) mentre per il Trebbiano l’avvio della raccolta è previsto attorno alla fine del mese.
Per il Sangiovese destinato alla produzione di “novello” si inizierà a vendemmiare questa settimana mentre per il prodotto destinato alle altre tipologie occorrerà attendere i primi giorni di ottobre. Se le condizioni meteorologiche si manterranno sui giusti binari potrebbe essere una gran bella vendemmia. Con le condizioni climatiche attuali e con uno stato vegetativo delle piante, in ottime condizioni, siamo di fronte a processi di maturazioni graduali e le sostanze aromatiche, che si trovano nella buccia, non sono state compromesse da scottature e si sviluppano nei migliore dei modi. L’escursione termica tra il giorno e la notte è in grado di favorire lo sviluppo di una notevole componente aromatica mentre la lentezza della maturazione, per i vini rossi, può avere effetti positivi sulla struttura e sui tannini rendendoli meno aggressivi.
Dal punto di vista delle zone altimetriche le produzioni, in particolare quelle del Sangiovese, non dovrebbero mostrare differenze significative tra collina e pianura grazie alle benefiche piogge del 25 e del 26 agosto.
Il punto sulla raccolta in corso nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nell’Imolese, e sulle prospettive del comparto vitivinicolo, è stato fatto oggi a Predappio dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel corso di una visita alla Fattoria Nicolucci.

L’Emilia-Romagna si avvia dunque a confermarsi anche nel 2013 seconda regione produttrice di vino Italia, dopo il Veneto. Un traguardo che ribadisce l’ottimo stato di salute del settore vitivinicolo regionale confermato anche dai dati dell’export. Nel 2012 abbiamo esportato, in termini monetari, il 15% in più rispetto al 2011 contro un dato medio nazionale che si è fermato al + 6,5%. Nei primo semestre 2013 le nostre esportazioni sono passate da 168.514 a 198.807 milioni di euro, ovvero un ottimo + 17,8% contro il + 8,4% dell’insieme delle Regioni. Se questa tendenza sarà confermata le esportazioni di vino emiliano – romagnolo supereranno la soglia dei 400 milioni di euro.

DOC Romagna
Nel 2011 il Consorzio Vini di Romagna ha conseguito un significativo traguardo con l’approvazione della DOC “Romagna”, ovvero di uno strumento destinato a caratterizzare tutti i vini del territorio romagnolo, rafforzandone il rapporto con l’area geografica di provenienza e, nel caso del Sangiovese, con le specificità legate alle singole zone di produzione.
Dopo due vendemmie e due imbottigliamenti – 2011 e 2012 – si cominciano ad evidenziare i primi benefici di questa innovazione dal punto di vista commerciale, soprattutto per il Sangiovese, un vitigno internazionale diffuso in tutto il mondo.
Il collegamento del vino con la zona di produzione si sta dimostrando vincente rispetto alla sola indicazione del vitigno.
In questo contesto Il Consorzio Vini di Romagna ha predisposto una campagna di comunicazione sui principali media nazionali di settore enogastronomia e turismo con l’obiettivo di lanciare un messaggio estremamente chiaro: i Vini di Romagna sono unici come sa essere unica la loro terra.
La qualità dei vini romagnoli è confermata anche dai riconoscimenti delle principali guide. Per il 2014 la guida del Gambero Rosso ha attribuito i “Tre bicchieri” a 7 aziende romagnole, sei Sangiovesi ed una Albana passita.

Scade l’11 ottobre un bando da 3,8 milioni di euro per l’innovazione nelle cantine
Possono essere presentate entro il prossimo 11 ottobre le domande per partecipare a bando regionale che stanzia 3,8 milioni di euro per sostenere progetti di qualificazione e innovazione nelle cantine, mentre altri contributi per 4,3 milioni sono stati recentemente assegnati a 31 aziende vinicole. Sono solo gli ultimi esempi in ordine di tempo, di come dietro agli importanti traguardi raggiunti dal comparto vitivinicolo regionale ci sia, accanto all’impegno degli imprenditori, anche un importante sforzo di investimento pubblico: oltre 200 milioni di euro dal 2007 a oggi, considerando sia il Programma regionale di sviluppo rurale che l’Ocm vino. Tali risorse hanno permesso di ristrutturare circa 10 mila ettari di vigneti non più produttivi, di sostenere il rinnovamento delle cantine e di mettere in atto strategie commerciali e di promozione innovative ed efficaci. Nello specifico, per quanto riguarda la misura “Promozione nei Paesi extra UE, sono stati approvati, a valere sui fondi 2013/2014, quattro progetti per un contributo totale di 5.406.972 euro, pari al 50% del valore dei progetti ammessi.

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