Vendemmia: Assoenologi neanche Lucifero sconfigge le vigne italiane

La vite è più forte del clima impazzito. A dirlo sono i primi dati elaborati dalla Assoenologi – l’Associazione dei tecnici vitivinicoli italiani – che a inizio vendemmia registra per il 2012 un calo produttivo del 3,5% rispetto allo scorso anno e dell’8% in confronto alla media degli ultimi 5 anni (2007/2011). Si produrranno infatti 41,2 milioni di ettolitri di vino. Un quantitativo inferiore se paragonato a quello raggiunto nel 2011, quando la produzione si era attestata a 42,7 milioni di ettolitri. “Quella del 2012 è la seconda vendemmia più scarsa dal 1950 quando vennero prodotti 41 milioni di ettolitri”, ricorda il direttore generale della Assoenologi, Giuseppe Martelli. Guardando indietro all’ultimo decennio, invece, il 2012 precede unicamente il 2007 (con 42, 5 milioni di ettolitri).
Malgrado i sette anticicloni che hanno infiammato l’Italia da Nord a Sud e una carenza di piogge estive che ha battuto ogni record, non tutto è perduto, sostengono gli enologi. Se nel mese di settembre si avranno temperature adeguate, giuste precipitazioni e forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, non è escluso che si possa ottenere un millesimo di alto livello in molte regioni italiane. Ad oggi, sottolinea Martelli, è stato raccolto meno del 15% dell’uva. “Il pieno della raccolta in tutt’Italia avverrà nella seconda decade di settembre”. Siamo quindi di fronte ad un’annata che deve ancora giocare buona parte delle sue potenzialità. “Per questo – precisa il direttore – non è opportuno fare previsioni, visto che il prossimo mese sarà determinante, in particolar modo per i vini rossi”.
Sul piano quantitativo l’Italia appare divisa in due con un Centro Nord – Lazio compreso – che fa registrare un calo rispetto al 2011 con percentuali di decremento che vanno da -5% a -15%, e un Centro Sud che registra dei valori pari o superiori, oscillanti da 0 a +10% rispetto allo scorso anno.
Le regioni con minor produzione, secondo i primi dati di Assoenologi, risultano la Lombardia, il Trentino Alto Adige e la Toscana con -15%, mentre quelle che incrementano la propria produttività rispetto allo scorso anno sono la Campania e la Sicilia, con +10%.
In allegato il dossier completo con le prime previsioni vendemmiali e le tabelle riassuntive per regione comprensive dei dati di produzione degli ultimi anni.

I dati definitivi della produzione vitivinicola 2012 saranno presentati da Assoenologi a fine ottobre.
Quella che segue è la situzione, regione per regione, fornita da Assoenologi e aggiornata al 24 agosto.

PIEMONTE
Quantità: – 5% rispetto vendemmia 2011

L’andamento climatico di quest’anno è stato alquanto anomalo. I primi mesi invernali sono stati piuttosto miti; in dicembre si sono raggiunte temperature di 15/16°C, mentre in gennaio sono scese per diversi giorni a -20°C.
Tali condizioni hanno creato seri problemi alle viti, che in molte zone hanno avuto un germogliamento stentato e tardivo, fenomeno ulteriormente accentuato dalle copiose nevicate sopraggiunte nel mese di febbraio. La primavera è stata fredda e piovosa e ricca di forti grandinate che hanno coinvolto vaste aree (soprattutto quelle del Barbera) arrecando danni consistenti.
Oltre ai problemi causati dal freddo e dalla grandine, si è avuta una fioritura non favorevole in seguito alle piogge, con una minore fertilità e un numero inferiore di acini per grappolo. Inoltre va segnalata la forte moria di piante causata dalla flavescenza dorata, malattia del legno che si sta diffondendo anche sul Moscato (finora considerato quasi immune all’ampelopatia), anche se i vigneti più colpiti rimangono Barbera e Chardonnay.
L’epoca di vendemmia, in ritardo rispetto allo scorso anno, è in anticipo di una settimana se paragonata a un’annata normale. La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante è iniziata a metà agosto per concludersi il 23 dello stesso mese. Si è quindi proceduto con le uve Brachetto e Moscato. Nella prima decade di settembre sarà la volta di Dolcetto, Freisa e Cortese. A metà settembre i conferimenti riguarderanno invece i grappoli di Barbera, seguiti da quelli di Nebbiolo per la produzione dei grandi rossi piemontesi.
La qualità delle uve è buona, anche se in alcune zone la siccità sta creando problemi di stress idrico, soprattutto nei terreni argillosi, che potrebbero compromettere la regolare maturazione.
A oggi si prevede una diminuzione della produzione del 5% (hl. 2.550.000) rispetto all’anno scorso che era stato deficitario del 10% rispetto al 2010.
La qualità del vino sarà ottima se il mese di settembre decorrerà secondo le aspettative, in caso contrario ci si dovrà accontentare del buono.
Le prime contrattazioni fanno registrare prezzi all’ingrosso in rialzo per tutte le tipologie.

LOMBARDIA
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

L’inverno iniziato con temperature miti ha visto un loro deciso abbassamento nelle prime settimane del 2012. Provvidenziali le precipitazioni primaverili che, oltre a ricostituire in parte le scorte d’acqua, hanno garantito un germogliamento regolare.
Dal 20 aprile le viti di Pinot hanno iniziato a fiorire, con una settimana di ritardo rispetto al 2011, ma entro i limiti pluriennali. L’allegagione prometteva un’annata abbondante, riportata nella media dalla diffusa acinellatura dovuta agli sbalzi termici e alle precipitazioni che hanno caratterizzato il mese di maggio e l’inizio di giugno.
Purtroppo una violenta grandinata che si è manifestata a fine maggio in Valtellina ha interessato oltre il 50% dei vigneti causando una perdita media di circa il 40% soprattutto per il Grumello e l’Inferno. Anche in Oltrepò la vasta tempestata di sabato 21 luglio ha falcidiato i comuni di Stradella, Montù Beccaria e Zenevredo estendendosi fino a Vicobarone nel Piacentino.
La raccolta delle uve di Chardonnay e di Pinot è iniziata il 7 agosto sia in Franciacorta che in Oltrepò Pavese. Il pieno della vendemmia dei Pinot in Oltrepò è avvenuta il 20 agosto, mentre in Franciacorta nello stesso periodo è già stato raccolto il 50% del prodotto.
Per le uve rosse (Barbera, Croatina) bisognerà attendere la seconda settimana di settembre. Le operazioni si chiuderanno nei ultimi giorni del mese con gli ultimi grappoli di Croatina e di Cabernet.
In Valtellina la stagione ha avuto un decorso positivo e, contrariamente al resto della Lombardia, con precipitazioni regolari. Ciò ha permesso di recuperare un iniziale ritardo del ciclo vegetativo dovuto ai freddi dei primi mesi dell’anno. Rispetto al resto della Lombardia, per le uve a bacca rossa, siamo solo all’invaiatura (cambio di colore dell’acino) che sarà completata a fine agosto. Le poche uve bianche saranno raccolte nella prima decade di settembre mentre per le prime uve rosse (per la produzione dello Sforzato) si dovrà attendere fino alla fine dello stesso mese. Il pieno della vendemmia delle uve Nebbiolo è previsto nella prima settimana di ottobre.
In tutta la Lombardia si prevede una produzione inferiore del 15% rispetto alla scorsa campagna a causa delle alte temperatura che hanno determinato acini più piccoli e una minore resa uva/vino. Ottimo lo stato sanitario.
Le contrattazioni sono ancora deboli, con un leggero aumento dei prezzi.

TRENTINO ALTO ADIGE
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

In Trentino l’avvio della vendemmia per le uve base spumante è iniziato lunedì 20 agosto ed entrerà nel pieno per Chardonnay e Pinot grigio fra il 27 e il 31 agosto. In Alto Adige le prime uve di Pinot grigio e Sauvignon saranno staccate nella prima decade di settembre, mentre il pieno della vendemmia è previsto nell’ultima decade dello stesso mese quando si accavalleranno i conferimenti di Lagrein e Schiava. In Alto Adige la chiusura delle operazioni avverrà a metà ottobre con la raccolta delle ultime uve di Merlot e Cabernet.
In tutta la regione I temporali di inizio agosto, abbinati a una buona escursione termica, hanno accelerato i processi di accumulo di zuccheri negli acini, mentre il caldo afoso dell’ultimo periodo di agosto ha favorito la diminuzione dell’acidità totale portando il processo di maturazione in linea con la scorsa campagna.
Ciononostante l’annata è stata caratterizzata da condizioni climatiche assai difficili: primavera inizialmente calda con germogliamento precoce a fine marzo, a cui ha fatto seguito un periodo freddo con temperature minime scese di alcuni gradi sotto lo zero la notte di Pasqua. Inevitabili i danni da gelo nei vigneti di fondo valle e più in generale l’accentuazione di un germogliamento irregolare.
In Trentino un evento grandinigeno di eccezionale intensità ha colpito diversi comuni, tra cui in particolare quelli di Villalagarina e Nomi, dove 120 ettari di vigneto hanno avuto un danno del 100%.
In Trentino Alto Adige la produzione 2012 è in sensibile calo rispetto alla media delle ultime annate ed inferiore allo scorso anno del 15%. La minore resa è da imputare soprattutto a carico delle varietà a frutto bianco, Pinot grigio -20%, Chardonnay -15%, Mueller Thurgau -8%, Traminer aromatico -30%. Il calo produttivo è da attribuire a una fertilità ridotta, associata a un peso medio dei grappoli inferiore alla media varietale sia per le ridotte dimensioni che per la presenza di acinellatura.
Le previsioni qualitative tendono all’ottimo per le varietà a frutto bianco, in particolare Chardonnay e Pinot grigio, che si presentano con una carica produttiva contenuta e di eccellente sanità. Decisamente interessante in Alto Adige anche la produzione di vini rossi.

VENETO
Quantità: -10% rispetto vendemmia 2011

In Veneto l’inverno è stato particolarmente siccitoso, non molto freddo, ma abbastanza lungo, tanto che la ripresa vegetativa è avvenuta in ritardo rispetto alla norma.
La primavera è stata normale, con abbondanti precipitazioni. Il ritardo vegetativo si è protratto fino alla fioritura avvenuta abbastanza regolarmente nella prima decade di giugno per tutte le tipologie. Le alte temperature della seconda metà di giugno hanno fatto recuperare il leggero ritardo di partenza, determinando però la formazione di grappoli di dimensioni piuttosto grandi, ma spargoli.
Il mese di luglio e di agosto sono stati particolarmente caldi e siccitosi, fatta eccezione per la zona collinare di Conegliano-Valdobbiadene e quella del Montello e Colli Asolani dove sono cadute poche ma provvidenziali precipitazioni.
Il periodo siccitoso dell’estate ha fatto cambiare le opinioni sulle quantità della produzione, in quanto anche se si è intervenuti con irrigazioni di soccorso l’ingrossamento degli acini è stato penalizzato.
Pertanto, se a inizio giugno si poteva pensare a un buon incremento della produzione, oggi per Pinot e Merlot si riscontra una diminuzione rispetto allo scorso anno, mentre il Prosecco mantiene le posizioni 2011 grazie anche all’entrata in produzione di nuovi impianti che hanno compensato il decremento quantitativo.
Nel veronese i primi grappoli sono stati staccati il 20 agosto (Chardonnay e Pinot grigio), mentre nel trevigiano le uve precoci sono state conferite a partire dal 24 agosto. Per quelle di Prosecco di pianura si dovrà attendere il 7 di settembre, mentre per quelle di collina il 15 dello stesso mese.
Nel Veneto occidentale il pieno della vendemmia avverrà a metà settembre con la raccolta delle uve per la produzione delle Doc Soave, Valpolicella, Bardolino e Custoza. Nonostante il ricorso alle irrigazioni di soccorso si prevede una flessione quantitativa dovuta al caldo e alla siccità di oltre il 15% rispetto al 2011 che potrebbe essere diluita da opportune precipitazioni di settembre per Garganega e Corvina/Corvinone.
Complessivamente in tutta la regione si stima un decremento del 10% rispetto alla passata campagna.
Anche in Veneto la produzione quantitativa e qualitativa è alquanto eterogenea a seconda delle zone, con ovvie incidenze positive per quei vigneti che hanno potuto beneficiare di adeguate irrigazioni di soccorso nei periodi critici.

FRIULI V.G.
Quantità: -10% rispetto vendemmia 2011

I mesi invernali, in Friuli Venezia Giulia, sono stati particolarmente aridi e hanno fatto registrare temperature inferiori alla norma.
Nella prima decade di aprile, il sole e le temperature si sono mantenuti sotto la media stagionale. Questa situazione ha influito negativamente sulla regolare crescita dei germogli, soprattutto per le varietà precoci: Pinot grigio, Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero.
Le basse temperature e le abbondanti precipitazioni verificatesi in fase di fioritura hanno determinato uno sviluppo irregolare sia del grappolo, sia della parte aerea della vite. Anche la prima decade di giugno è stata caratterizzata da abbondanti precipitazioni, mentre dalla terza decade dello stesso mese le temperature si sono innalzate facendo registrare valori record per il periodo.
L’eccezionale caldo ha determinato, soprattutto nelle zone collinari e in quelle non servite da impianti d’irrigazione, una situazione preoccupante: l’uva ha rallentato la maturazione, con conseguente perdita quantitativa (anche del 30%) e squilibri di vegetazione e di accumulo, tanto che in alcuni nuovi vigneti ed in zone particolarmente critiche si sono verificate morie di piante a causa di stress idrico.
Nelle realtà irrigate la produzione è buona, con quantità uguali allo scorso anno per le varietà di Tocai friulano, Chardonnay, Cabernet franc e Cabernet sauvignon, risulta invece inferiore per Pinot grigio e Pinot nero.
La vendemmia, per le uve base spumante, è iniziata il 20 agosto, mentre per le altre varietà a bacca bianca si dovrà attendere la fine del mese. La resa uva/vino, nei vigneti irrigati, rientra nella norma, mentre è al di sotto nelle zone interessate dalla siccità. Nei vigneti che non hanno risentito dell’eccessiva calura i dati analitici rilevano buone acidità, sostenute da un equilibrato apporto zuccherino.
Intorno al 20 settembre inizieranno i conferimenti delle varietà a bacca rossa (Merlot e Cabernet) per terminare a fine mese con quelle di Verduzzo, Refosco e Picolit.
Quantitativamente si prevede una produzione inferiore di almeno il 10% rispetto al 2011 e di qualità interessante.
Le contrattazioni sono in rialzo del 15/20% per le uve a bacca bianca come: Pinot grigio, Sauvignon, Ribolla gialla; stabili per il Prosecco. Al momento sono stagnanti per i vini ottenuti da varietà a bacca rossa.

EMILIA ROMAGNA
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2011

Dopo un inverno rigido e siccitoso, nel mese di gennaio in Emilia Romagna le precipitazioni sono state di appena 10 mm. La neve, arrivata abbondante all’inizio di febbraio soprattutto in Romagna, è stata un toccasana.
La fine di marzo ha fatto registrare temperature estive con punte anche superiori ai 25°C, che si sono sensibilmente abbassate in aprile causando un forte rallentamento dello sviluppo dei germogli.
Dopo le piogge di maggio, le temperature si sono decisamente alzate mantenendosi per tutto il mese di luglio e agosto quasi sempre sopra i 35°C con punte anche di 40°C e con scarsissime precipitazioni (dal 20 maggio ad oggi sono caduti solamente poco più di 45 mm di pioggia).
Per le varietà precoci la vendemmia in Romagna è iniziata il 13 agosto, in anticipo di 10 giorni rispetto alla norma pluriennale, mentre in Emilia il 20 dello stesso mese. Per le varietà autoctone tradizionali la situazione è abbastanza eterogenea. I vigneti di pianura, normalmente soccorsi con adeguate irrigazioni, non hanno presentato problemi di stress idrico e la maturazione è proceduta regolarmente. In quelli collinari invece la carenza di acqua ha determinato evidenti fenomeni di stress idrico che hanno portato ad un decremento qualitativo e quantitativo della produzione, che in alcuni casi potrà essere risollevato da eventuali precipitazioni del mese di settembre.
In Romagna la raccolta dell’Albana avrà il suo culmine nei primi giorni di settembre, mentre quella del Sangiovese nella prima metà dello stesso mese. Più regolare risulta il periodo di maturazione del Trebbiano, localizzato prevalentemente in pianura, per il quale si prevede di iniziare la vendemmia verso il 10 di settembre.
In Emilia l’Ancellotta sarà raccolta a partire dai primi giorni di settembre, a seguire, nella seconda decade dello stesso mese, inizieranno i conferimenti delle uve Lambrusco con il Salamino, a cui seguirà il Sorbara, quindi il Marani e infine il Grasparossa.
In giugno si stimava un aumento produttivo rispetto alla vendemmia 2011, ma il perdurare dell’assenza di precipitazioni nelle aree collinari e in quelle di pianura non irrigate ha determinato un leggero decremento produttivo che oggi può essere complessivamente stimato in -5% in tutta la regione.
Per quanto concerne il mercato, si prevede un aumento del prezzo delle uve, mentre ristagnano le trattative per il vino.

TOSCANA
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

Dopo un inverno caratterizzato da una scarsa piovosità, la primavera si è presentata con temperature leggermente al di sotto della media. Le malattie crittogamiche sono state controllate bene su tutto il territorio regionale. La fioritura è risultata leggermente anticipata rispetto alla norma, mentre l’allegagione, a causa delle basse temperature primaverili, non è risultata regolare, tanto da provocare una diffusa acinellatura. In primavera le piogge hanno lasciato a desiderare, accentuando la scarsità di scorte di acqua.
Le temperature elevate fin dal mese di maggio, il perdurare a tutt’oggi dell’assenza di precipitazioni e l’incidenza del vento caldo hanno, in alcune zone, agli inizi di agosto fatto entrare la vite in stress idrico con il disseccamento delle prime foglie basali.
La carenza di acqua ha determinato acini di dimensioni inferiori alla media. La vendemmia delle uve precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) è iniziata dopo Ferragosto in Maremma e verso il 20 di agosto nelle altre zone, per continuare a fine mese con quelle di Merlot.
Nella prima settimana di settembre inizieranno i conferimenti nelle zone di Bolgheri e del Morellino di Scansano per le uve rosse e in quella di San Gimignano per le uve a bacca bianca di Vernaccia.
La raccolta delle uve rosse per la produzione del Chianti, del Chianti Classico, del Carmignano, del Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino inizierà dopo il 15 di settembre.
In tutta la Toscana si stima una quantità complessiva di vino di circa 2.100.000 ettolitri, con una diminuzione di circa il 15% rispetto al 2011.
Per quanto riguarda la qualità si prevedono livelli tra il buono e l’ottimo solo per chi ha potuto soccorrere le viti con adeguate irrigazioni.

LAZIO
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2011

La stagione nei territori laziali si è avviata precocemente e in modo vigoroso da aprile, con un lieve anticipo rispetto alla media delle ultime annate. Durante la fioritura, a maggio, non si sono avute né piogge né abbassamenti di temperatura, a differenza delle ultime due annate, pertanto l’allegagione è stata buona, specialmente sulle varietà precoci.
La totalità dei mesi di giugno e luglio è stata caratterizzata da un’ondata di caldo e dalla conseguente siccità, condizioni create dai ben noti sette anticicloni che hanno determinato una canicola senza precedenti. Già nella fase di pre-chiusura dei grappoli si sono segnalati alcuni casi di vigneti con foglie basali ingiallite e raggrinzite.
Il caldo ha rallentato le ultime fasi fenologiche, compensando l’anticipo iniziale. Il territorio laziale, caratterizzato da terreni vulcanici molto vigorosi, da varietà autoctone generalmente tardive e soprattutto da buone riserve idriche nel sottosuolo, ha quindi accusato il colpo siccità in modo preoccupante ma non drammatico.
Qualitativamente la situazione è a macchia di leopardo, nel senso che in una stessa zona il buono si alterna all’ottimo e il buono al mediocre. Quantitativamente si stima una produzione inferiore del 5% rispetto al 2011, attestata intorno a 1.150.000 ettolitri di vino. Tale diminuzione è dovuta soprattutto alla minore dimensione degli acini a scapito del succo.
Certamente ci troviamo di fronte a una delle stagioni più estreme degli ultimi decenni. Saranno le prossime tre settimane a determinare i risultati definitivi della produzione 2012: se le temperature e le escursioni termiche tra il giorno e la notte saranno affiancate da adeguate precipitazioni, si potrà sperare in una maturazione delle uve, con un buon accumulo di zuccheri, una giusta diminuzione dei diversi acidi e una sufficiente sintesi fenolica e aromatica nelle bucce.
La raccolta nel Lazio è iniziata il 20 agosto con le varietà internazionali (Chardonnay e Pinot). Il pieno della vendemmia avverrà verso il 10 di settembre, con i conferimenti delle varietà autoctone (Trebbiano, Malvasia, Bombino e Bellone), per chiudersi tra la fine di settembre e i primi di ottobre con le ultime uve di Cesanese e Montepulciano.

MARCHE
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2011

L’inverno è iniziato con poca pioggia e temperature al di sopra della media, mentre per tutto il mese di febbraio le colline sono state completamente imbiancate da abbondanti nevicate. A seguire la tendenza del clima si è caratterizzata per un andamento prevalentemente asciutto, con temperature quasi sempre sopra alla norma, ma con buone escursioni termiche.
Gli ultimi giorni freddi dell’inverno hanno determinato un ritardo del germogliamento di qualche giorno sulla media storica. La cacciata è stata buona e regolare, il buon clima di aprile e maggio ha favorito un discreto allungamento dei germogli e una successiva regolare fioritura e allegagione.
Con le diverse ondate di caldo che si sono susseguite la vite ha mantenuto un discreto equilibrio vegeto produttivo, anche se per i vigneti impiantati su terreni tendenzialmente asciutti la parete fogliare è ridotta e i grappoli sono più piccoli rispetto alla norma.
L’anomalo andamento meteo ha determinato l’inizio della raccolta di alcune varietà precoci già nella seconda settimana di agosto.
La vendemmia nelle Marche è continuata con la raccolta delle uve base spumante Verdicchio, Passerina, Pecorino e Bianchello, entrerà nel pieno nella seconda decade di settembre con i conferimenti di Sangiovese e Verdicchio, per chiudersi a metà ottobre con le ultime uve di Verdicchio, Pecorino e Passerina per la tipologia passiti e Montepulciano.
La resa uva\vino è inferiore alla media, l’effetto dell’annata si è dimostrato sulle piante fin dall’inizio con un minore rigoglio anche se l’intensità di fotosintesi quotidiana è risultata nella norma.
La produzione 2012 si stima superiore di circa il 5% rispetto al 2011, ossia con una produzione di 780.000 ettolitri di vino. La resa uva/vino risulta inferiore alla media e in alcune varietà anche la dimensione degli acini è leggermente al di sotto delle aspettative. Ciononostante, visto che mancano ancora alcune settimane al culmine della raccolta, non si dispera che settembre porti delle condizioni climatiche e meteoriche favorevoli atte a siglare un’annata sicuramente eterogenea compresa tra il buono e l’ottimo.
Le prime contrattazioni mettono in evidenza un incremento dei prezzi all’ingrosso di circa il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

ABRUZZO
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2011

L’andamento climatico, a partire dallo scorso autunno, è stato caratterizzato dalla presenza di piogge e basse temperature. Grazie a un inverno piovoso con precipitazioni abbondanti su tutta la regione e copiose nevicate verificatesi anche a bassa quota nel mese di febbraio, si sono costituite buone riserve idriche nei vigneti.
La primavera non molto calda, anch’essa caratterizzata da sporadiche precipitazioni, ha provocato un leggero ritardo del germogliamento. Da fine aprile in poi, le belle giornate e le temperature alte hanno favorito lo sviluppo di una buona vegetazione e un’emissione normale di grappoli ben formati ed uniformi per tutte le varietà.
Le alte temperature che si sono susseguite dalla primavera inoltrata fino all’estate hanno permesso alla vite una normale attività vegeto-produttiva.
L’epoca di vendemmia è prevista nella norma, tanto che per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot grigio) la raccolta è iniziata il 20 agosto nelle zone costiere, mentre per quelle interne e collinari intorno al 25 dello stesso mese. Per le altre uve bianche (Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino) l’inizio dei conferimenti avverrà nei primi giorni di settembre. Per le varietà a bacca rossa, principalmente Sangiovese e Montepulciano, la raccolta inizierà nell’ultima settimana di settembre e si protrarrà fino alla fine di ottobre.
La quantità è superiore del 5% rispetto alla vendemmia precedente, per una produzione complessiva intorno a 2,4 milioni di ettolitri, contro i 2,3 del 2011. Qualitativamente parlando, se le condizioni climatiche del mese di settembre decorreranno favorevolmente, si può ipotizzare un’annata interessante con molte punte di ottimo, in particolare per i vini rossi.
Già da ora il mercato del vino è piuttosto vivace, con sensibili incrementi rispetto alla precedente campagna, che per alcune partite raggiungono anche +30%. L’andamento positivo delle vendite continua ad interessare i mercati europei ed extra europei, mentre sia quello regionale che nazionale risente pesantemente della congiuntura economica e quindi consuma meno.

CAMPANIA
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2011

L’inverno è stato freddo, piovoso e caratterizzato da abbondanti nevicate che hanno interessato molte aree della regione e consentito di accumulare riserve idriche importanti sia per i terreni che per le falde. Il risveglio vegetativo è stato caratterizzato da un innalzamento della temperatura che ha consentito di portare nella media stagionale il germogliamento. Ad aprile, il ritorno del freddo ha causato delle gelate in alcune zone di valle, compromettendo parte della produzione di alcuni vigneti.
Maggio, giugno e l’inizio di luglio sono stati molto caldi e poco piovosi, situazione che ha determinato la totale assenza di ampelopatie.
Le provvidenziali precipitazioni di fine luglio hanno abbattute le alte temperature riportandole nelle medie stagionali, inoltre, cosa più importante, con le piogge si è evitato il tanto temuto stress idrico delle viti, che in alcune aree era ormai alle porte.
L’inizio di agosto ha fatto registrare temperature più elevate, ma con escursioni termiche (differenziale tra giorno e notte) di circa 15ºC, che hanno corroborato le piante, creando le migliori condizioni per un’annata qualitativamente assai degna di considerazione, caratterizzata da vini di grande carattere.
La vendemmia inizierà dopo la metà di settembre con la raccolta nell’Agroaversano delle uve di Asprinio e del Fiano nel Cilento. Successivamente nel Beneventano la Falanghina, per continuare nell’Avellinese, nella prima decade di ottobre, con Fiano di Avellino e Greco di Tufo.
Nei Campi Flegrei la raccolta del Piedirosso sarà effettuata nella terza decade di ottobre. L’ultima varietà ad essere vendemmiata, sarà quella di Aglianico per la produzione della docg Taurasi, nell’Avellinese, nella prima settimana di novembre.
Mancano diverse settimane al pieno della raccolta e pertanto l’andamento climatico del mese di settembre rimane determinante. Oggi si stima una produzione superiore del 10% rispetto all’annata precedente.

PUGLIA
Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

Con l’inizio della raccolta delle uve Chardonnay, nella prima settimana di agosto si è avviata ufficialmente la vendemmia 2012, con il simbolico e beneaugurante taglio dell’uva da parte dell’Assessore regionale all’agricoltura Dario Stefàno, con qualche giorno di anticipo a causa del gran caldo e della siccità che hanno creato problemi agli impianti privi di irrigazione di soccorso.
In moltissimi vigneti è ormai prassi consolidata vendemmiare di notte o nelle prime ore del mattino per preservare gli aromi ed evitare di conferire grappoli troppo caldi in cantina, eliminando in tal modo inutili costi energetici per raffreddare i mosti nelle fasi di vinificazione.
Dopo le uve di Chardonnay è stata la volta di quelle di Sauvignon, Pinot bianco e nero. A fine agosto si raccoglieranno quelle di Primitivo. Con la prima settimana di settembre sarà il turno delle bianche autoctone, seguite da quelle di Negroamaro. I conferimenti si chiuderanno in ottobre, con i grappoli di Nero di Troia.
L’andamento stagionale dei mesi invernali, caratterizzato da piogge abbondanti, ha costituito una riserva idrica favorevole per la ripresa delle fasi fenologiche della vite. La cacciata è stata abbondante, ma nella fase di fioritura e di allegagione in alcune zone della regione si sono verificati fenomeni sparsi di colatura e acinellatura dei grappoli.
I vigneti pugliesi non presentano nessun tipo di fitopatia, l’uva è sana con un accumulo glucidico superiore alle scorse annate e un buon rapporto zuccheri/acidi; tutto ciò dovrebbe garantire la produzione di vini ben equilibrati e strutturati.
Le previsioni qualitative fanno prevedere un’annata di segno più che positivo, sebbene la cautela sia d’obbligo, poiché il tempo e il clima delle prossime settimane saranno determinanti per la qualità dei vini che si andranno a produrre.
Considerato che buona parte della superficie vitata pugliese è dotata di impianti di irrigazione di soccorso e che il sole in Puglia è sempre stato di casa, nonché i livelli produttivi del 2011 abbattuti del 20% rispetto al 2010, si prevede una produzione complessiva quantitativamente uguale o solo leggermente inferiore a quella dello scorso anno.
Il mercato delle uve manifesta una certa vivacità con incrementi dei prezzi all’ingrosso.

SICILIA
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2011

L’andamento del ciclo vegetativo della vite, nel periodo della fioritura e dell’allegagione, ha avuto un decorso normale. Non vi sono state anomalie durante le fasi d’invaiatura e di maturazione. Solo su Grillo e Nero d’Avola si è registrato qualche problema di allegagione.
La vendemmia, per le varietà precoci: Pinot grigio, Sauvignon blanc e, in alcuni areali, Chardonnay, è iniziata i primi giorni di agosto con qualche giorno di anticipo rispetto alla precedente campagna. Nella seconda settimana dello stesso mese i conferimenti hanno riguardato Chardonnay, Viognier, Müller Thurgau e Moscato bianco. La vendemmia delle uve a bacca rossa, in particolare quelle di Merlot, è iniziata a cavallo di Ferragosto, proseguirà con quelle di Syrah, di Nero d’Avola e di Frappato e terminerà con i grappoli di Cabernet sauvignon nei primi giorni del mese di settembre.
Per quanto riguarda le varietà autoctone a bacca bianca, la vendemmia è iniziata con i conferimenti di Grillo e di Zibibbo intorno al 20 agosto, per proseguire poi con il Catarratto e l’Insolia a partire dai primi giorni di settembre.
I dati sopra riportati evidenziano un netto anticipo rispetto alla precedente campagna, scaturito da un inverno poco piovoso ma soprattutto da un’estate calda e secca.
I vigneti soccorsi con adeguate irrigazioni garantiscono un ottimo prodotto, confermato dalle analisi di campagna e di laboratorio, il che fa prevedere una produzione assai degna di considerazione, nonostante le impennate termiche che hanno e stanno caratterizzando il periodo.
Quantitativamente si prevede una produzione superiore del 10% a quella del 2011, che era stata la più scarsa degli ultimi 4 anni con una produzione di soli 4.823.000 ettolitri a fronte di una media quinquennale di 5.486.000 ettolitri Tale aumento scaturisce dalla diminuzione delle superfici interessate dalla vendemmia verde. Tutto questo si tradurrà in un aumento di vini e mosti pari a 490.000 ettolitri.
Per quanto riguarda la raccolta e le vinificazioni, al momento, non si registrano problematiche particolari: tutto sta avvenendo regolarmente, aiutati da un buon andamento climatico. Invece per quanto riguarda le contrattazioni, alla data attuale, sono del tutto assenti.

SARDEGNA
Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

In Sardegna le precipitazioni verificatesi da ottobre 2011 ad aprile 2012 sono state nettamente inferiori alla media dello stesso periodo del biennio precedente. Nel mese di febbraio si sono registrati valori termici negativi da record, con abbondanti nevicate e gelate che hanno ricordato gli inverni del 1956, 1985 e del 1999.
A maggio le piogge sono state abbondanti e questo ha favorito un regolare germogliamento delle viti accompagnato da una successiva notevole spinta vegetativa. Le copiose precipitazioni, associate da un repentino crollo delle temperature, hanno però causato, in una delle fasi più delicate del ciclo vegetativo della vite, ossia durante la fioritura, notevoli aborti fiorali soprattutto su uno dei vitigni principe dell’Isola, il Vermentino, determinando grappoli spargoli e con forte acinellatura, aspetti che hanno causato un decremento di produzione per questa varietà oggi valutabile in oltre il 5% rispetto al 2011.
Il mese di giugno è stato tra i più secchi degli ultimi dieci anni. Fortunatamente, nella terza decade di luglio, si sono verificati estesi temporali soprattutto nel Nord della Sardegna, che hanno garantito un buon riequilibrio idrico dei vigneti.
Le uve sono sane e la loro maturazione rientra nella norma. La raccolta delle uve precoci è iniziata il 10 agosto, mentre il pieno della vendemmia è previsto nella seconda decade di settembre quando saranno conferite le uve autoctone a partire dal Vermentino, seguite da quelle di Nuragus. Per le varietà a bacca rossa (Cannonau e Carignano) bisognerà attendere gli ultimi giorni dello stesso mese. Il termine della vendemmia in Sardegna avverrà tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre con i conferimenti di Nasco e Malvasia per la produzione di vini da dessert.
Vermentino, Cannonau, Nuragus, Carignano e Monica rappresentano oltre il 70% della superficie vitata dell’Isola la cui produzione oggi si stima pressoché uguale al 2011, ossia 490 mila ettolitri di vino di qualità buona con punte di ottimo.

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