Vendemmia: Europa in chiaroscuro

Ritrova il sorriso la Francia. Difficoltà in Spagna. Regge la Sicilia, cali parziali in Puglia e Piemonte, più netti in Toscana, questo pare il bilancio dopo l’anomala siccità dell’estate che ha penalizzato tutto il settore primario, viticoltura compresa, soprattutto nel Sud Europa. E proprio sulla vite, l’attuale vendemmia e la produzione di vino, si è soffermato il consueto focus sulle previsioni vendemmiali a NordEst (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincie Autonome di Trento e Bolzano) svoltosi ieri a Legnaro (PD), promosso come sempre da Veneto Agricoltura, Regione Veneto ed Ente CRA-Vit di Conegliano, alla presenza di produttori, tecnici ed esperti, con anche una ampia pagina dedicata a Toscana, Piemonte, Puglia e Sicilia, insieme ad una finestra su Spagna e Francia. Vediamo.
Per Daniele Della Valle, direttore tecnico dei Vignaioli Piemontesi “la vendemmia in Piemonte è iniziata presto in particolare con i moscati. Resta ancora un 35% circa di uva da raccogliere. Un prodotto che si attende con una concentrazione zuccherina superiore alla media e acidità più bassa”. Pochi i problemi di anellatura per le uve piemontesi che complessivamente esprimeranno una raccolta 2012 inferiore del 10-15% rispetto alla media.
Peggio sembrerebbe andare in Toscana per la quale Paolo Storchi, dell’Ente CRA Toscana, lamenta un’annata del tutto anomala. “La carenza idrica dell’ordine del 30% in meno rispetto alla media degli ultimi 15 anni ha prodotto i suoi effetti. Le quantità raccolte si prevede saranno nell’ordine del 20% in meno rispetto alla medi con punte del 30%. Perfetto, invece lo stato sanitario dei vigneti. Aspettative un po’ migliori per il San Giovese che vanta un ritardo di maturazione e quindi di raccolta”. Gianvito Masi
dell’Ente CRA Puglia evidenzia una contrazione produttiva del 20% in meno pur aspettandosi una buona qualità media dei vini e prezzi simili allo scorso anno. Chi alle temperature elevate è più abituata è la Sicilia che nonostante questo si presenta in parziale contro tendenza. “Quest’anno – ha sottolineato Felice Capraro dell’Istituto Regionale vini ed oli – la situazione metereologica generale non è stata di gran supporto. Ad oggi abbiamo vendemmiato il 35% delle superfici viticole e ci si aspetta un leggerissimo aumento nella raccolta delle uve”.
In difficoltà la Spagna. Juan Antonio Leza Martinez direttore per la
viticoltura dell’azienda Vitistop (Regione Logrono) descrive la
situazione.“Troppo caldo, poca acqua ed una situazione veramente complessa
per il settore vitivinicolo iberico. Nel 2011 si sono prodotti 37 milioni di
ettolitri di vini e per il 2012 se ne prevedono 30 milioni circa con una
qualità non superiore. Da un punto di vista generale e pluriennale dobbiamo
anche considerare, per valutare la nostra situazione, una perdita del 20% in
sei anni delle superfici vitate. Simile la situazione delle uve bianche e
delle uve rosse il cui prezzo si sta progressivamente alzando”.
Ritrova il sorriso la Francia. Laurent Panigai, responsabile per la ricerca
tecnica e l’assistenza per la viticoltura del Comitato Interprofessionale
dei vini di Champagne lo dice chiaramente. “L’annata è stata difficile. A
primavera abbiamo rilevato riserve di zuccheri nei tralci inferiori alla
media e poi fino a metà luglio piogge il doppio della media. Abbiamo subito
grandinate di quantità doppia del solito con 1000 ettari su 33mila di
champagne che sono andati distrutti. E già il 10% dei gemmi erano andati
persi durante un periodo di freddo intenso a febbraio. A metà luglio ci
siamo ritrovati con un volume delle uve inferiore del 40%. Per fortuna poi
il sole ha fatto recuperare peso alle uve che ad oggi si possono definire di
media dimensione con acidità piuttosto alta. In definitiva abbiamo discrete
aspettative sulla qualità dei vini e questo ci ha fatto ritrovare il
sorriso”.

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