Vendemmia: il punto dell’assessore Rabboni (ER) in visita a Sorbara


Cala la quantità, ma non la qualità, che si preannuncia decisamente buona specialmente per i rossi e le varietà a maturazione più tardiva. E’ questo il dato più significativo della vendemmia 2012, ormai in corso specialmente per i vini bianchi, su tutto il territorio regionale e che sconta gli effetti, per quanto riguarda rese dei mosti e quantità di uva raccolta, di un’estate caldissima e siccitosa, che è andata a sommarsi alle gelate tardive del mese di aprile.
Tuttavia, se le quantità si preannunciano tra le più basse degli ultimi anni, la qualità non dovrebbe destare preoccupazioni, grazie a un mese di settembre decisamente più favorevole, sia sotto il profilo delle precipitazioni che delle temperature, mentre proprio le alte temperature e l’assenza di piogge estive hanno contribuito a una forte concentrazione zuccherina e a una totale assenza di parassiti e muffe. “Si annuncia una vendemmia che, al netto del calo di produzione, presenta profili interessanti, anche sotto il profilo dei prezzi – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi a Sorbara (Mo) ha visitato la Cantina Paltrinieri– in particolare per il Lambrusco che conferma il suo ruolo di leader dell’export di vini emiliano-romagnoli. Questa fase positiva ha dietro il lavoro di rinnovamento commerciale e produttivo delle aziende, ma anche l’impegno della Regione. Dal 2007 a oggi le risorse pubbliche per il settore vitivinicolo sono state superiori ai 190 milioni di euro e sono andate essenzialmente al rinnovo dei vigneti, alla modernizzazione delle cantine e alla promozione. Oggi in Emilia-Romagna ci sono 4.300 ettari di nuovi vigneti, mentre ne sono stati estirpati 3 mila non più produttivi.” Rabboni ha anche annunciato tre “buone notizie per il comparto vitivinicolo” in arrivo da Bruxelles nell’ambito della riforma della Pac. Si tratta della possibilità per i produttori di vino di usufruire per la prima volta dei pagamenti diretti; del raggiunto accordo sul “greening” che esonera i viticoltori dall’obbligo di destinare il 7% del loro territorio aziendale alle pratiche ambientali e dell’orientamento ormai prevalente tra i diversi stati di prorogare i diritti di impianto a dopo il 2015.
Per il 2012 la produzione di vino in Emilia-Romagna dovrebbe attestarsi – secondo le stime di Assoenologi – intorno ai 6 milioni 130 mila ettolitri contro i 6 milioni 455 mila ettolitri del 2011. Una riduzione del 5%, che potrebbe raggiungere il 10% in Emilia. La situazione comunque non è omogenea sul territorio regionale. A subire gli effetti dell’anomalo andamento meteo-climatico sono stati infatti soprattutto i territori collinari, non serviti da impianti di irrigazione e le varietà più precoci raccolte già ad agosto. Decisamente migliore la situazione per i vigneti di pianura, soccorsi da adeguate irrigazioni, e per le varietà più tardive, che proprio in questi giorni possono completare regolarmente la maturazione, Lambrusco e Sangiovese in testa.

In crescita l’export del 15,8%. Il Lambrusco “re” dell’export emiliano-romagnolo. La Regione sostiene la proposta di disciplinare IGT “Emilia”
Ammontano a oltre 7 milioni di euro le risorse stanziate nel 2012 dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere la promozione sui mercati esteri e la vendita diretta dal produttore al consumatore. A fronte di un costante calo dei consumi interni, acuito anche dalla difficile congiuntura economica nazionale, l’export costituisce un canale fondamentale, in crescita anche nel 2011 del 15,8% (contro un dato nazionale del 12,4%) per un fatturato di oltre 306 milioni di euro. Tra i vini più apprezzati sui mercati esteri vi è sicuramente il Lambrusco che copre tra il 60 e il 70% in valore del totale delle esportazioni di vini regionali. Un dato di per sé indicativo del crescente successo di questo vino, che negli ultimi ha visto un notevole miglioramento qualitativo grazie al rinnovamento dei vigneti e all’innovazione tecnologica e che può vantare un ottimo rapporto-qualità prezzo. Oggi uno dei problemi del Lambrusco, a fronte di numerosi casi di contraffazione, è quello di garantire l’autenticità e la tipicità di un vino che deve derivare, almeno per l’85%, da uve della stessa Igt, compresa la fase di dolcificazione. Proprio per questo il Consorzio per la tutela vini dell’Emilia, con il forte sostegno della Regione Emilia-Romagna, ha rinnovato al Comitato nazionale vini, dopo una prima bocciatura, la proposta di disciplinare IGT “Emilia”, che prevede l’obbligo, da gennaio 2013, di produrre il Lambrusco IGT nelle Province dove sono prodotte le uve (ovvero tutto il territorio della Regione Emilia – Romagna con l’esclusione della Provincia di Rimini e le province lombarde di Mantova e Cremona). Una prima risposta è attesa per il 18 settembre quando si riunirà la Commissione tecnico normativa del Comitato nazionale.

La vendemmia 2012 in Emilia
In Provincia di Piacenza le uve destinate alle basi spumanti sono state raccolte con un leggero anticipo rispetto alla normalità. Le uve bianche in particolare hanno subito una perdita di peso, che si attesta, secondo le stime, intorno al 15%, dovuta esclusivamente al gran caldo che ha caratterizzato i mesi di luglio ed agosto. Più contenuto il calo previsto per le uve rosse – Barbera e Bonarda – che dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni meteo climatiche di settembre. La vendemmia del 2012 è iniziata a Parma circa a metà agosto con le uve Chardonnay che hanno dato una resa in vigna buona, ma con rese basse alla spremitura per lo scarso contenuto di acqua provocato dal gran caldo. Rese in vigna basse (-20%) anche per Moscato e Sauvignon. In cantina la qualità è buona. Nel Reggiano per l’Ancellotta è previsto un calo produttivo del 15 – 20%, mentre per le uve Lambrusco si dovrebbero invece confermare i volumi della scorsa vendemmia. Per quanto attiene i vini bianchi di collina, sono già pressoché ultimate le operazioni di vendemmia per Spergola, Chardonnay e Pinot; si stima una riduzione della produzione di uva attorno al 20 – 25% rispetto al 2011 ed un calo della resa di trasformazione in vino del 5 – 8 %. Simile la situazione in provincia di Modena, con cali della produzione intorno al 5-10% ma con una qualità decisamente buona. La vendemmia del Pignoletto è praticamente terminata; le uve si presentano in buono stato in quanto la quasi totalità dei vigneti è dotata di impianti di irrigazione a goccia. Per i Lambruschi l’equilibrio dei costituenti appare ottimale per ottenere un vino ricco di profumi, grazie anche alle piogge di inizio settembre e al calo delle temperature che permetteranno un ottimale completamento della maturazione. Nel Bolognese si riferiscono cali quantitativi anche del 30-50%, con difficoltà particolari per le uve destinate alla spumantizzazione. Le piogge settembrine hanno dato sollievo ai vigneti e riequilibrato la situazione in particolare per i vigneti a bacca rossa.

In calo la superficie complessiva, ma aumenta quella media aziendale. In aumento le richieste per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti
Al 31 agosto 2012 erano presenti in regione 23.238 aziende con vigneti per una superficie complessiva di 51.652 ettari. Si tratta di un dato complessivamente in calo (nel 2010 la coltura della vite sfiorava i 56 mila ettari, nel 2000 i 60 mila) anche per gli incentivi all’ estirpazione dei vigneti concessi dalla UE. Va tuttavia notato che il settore presenta negli ultimi anni caratteristiche di grande dinamicità, con una spiccata propensione agli investimenti e all’ammodernamento aziendale. Significativo è ad esempio il fatto che la superficie media aziendale coltivata a vite sia in 10 anni (dal 2000 al 2010) passata da 1,35 a 2,21 ettari e che nel 2012 abbiano fatto registrare un significativo aumento le domande per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti: 989 in totale per una superficie interessata di 1.437 ettari e un contributo complessivo di oltre 12 milioni 250 mila euro. Risorse queste che sono andate pressoché integralmente a interventi per la meccanizzazione del vigneto in pianura. Dal 2009 la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti ha interessato circa 4.335 ettari.

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