Vendemmia, il punto in Emilia-Romagna


La vendemmia delle uve precoci è iniziata il 23 agosto in Romagna, mentre in questi giorni sta cominciando la raccolta anche per i vigneti dell’area emiliana. In tutta la regione si registra un ritardo sull’annata 2009 che va dai 10 ai 15 giorni, legato principalmente al perdurare di temperature inferiori alla media nei mesi primaverili, dopo un inverno tra i più ricchi di precipitazioni degli ultimi anni.

In Romagna si stanno ora vendemmiando le uve Chardonnay e il Pinot Bianco, nella seconda settimana di settembre si comincia a raccogliere l’Albana per chiudere poi nell’ultima decade di settembre con Trebbiano e Sangiovese. Nel modenese e nel reggiano è iniziata la raccolta dell’Ancellotta, mentre bisognerà attendere ancora un paio di settimane perché il più precoce tra i Lambruschi, il Salamino, abbia raggiunto la giusta maturazione. Si continuerà poi con il Lambrusco di Sorbara per concludere, ai primi di Ottobre, con il Lambrusco Grasparossa. Spostandosi verso Ovest, nella collina parmense e piacentina, in questi giorni si è cominciata la vendemmia delle uve per base spumante, cui seguiranno i bianchi e infine i vitigni a bacca rossa.

Nell’insieme della regione, Assoenologi prevede un calo in quantità intorno al 5%, da imputarsi principalmente alle grandinate che lo scorso giugno hanno interessato alcune zone della Romagna e in parte agli espianti che sono stati effettuati utilizzando i contributi dell’OCM vino. In Emilia si stimano quantitativi complessivi costanti, che si dovrebbero attestare intorno ai 3.150.000 ettolitri di vino.

Nell’area modenese si prevedono quantitativi stabili, con un calo del 10-15% per le uve Ancellotta compensato da un aumento previsto del 5% per il Lambrusco Salamino e Grasparossa e del 10-15% per il Sorbara, mentre il Presidente del Consorzio Vini Reggiani Giorgio Gianotti stima per il 2010 un lieve aumento nelle quantità di vino prodotte nella provincia. Per quanto riguarda gli altri vitigni emiliani, dalla Malvasia parmense e piacentina alla Bonarda al Pignoletto dei Colli Bolognesi, i quantitativi si prevedono pressoché stabili rispetto allo scorso anno.

Nell’insieme la sanità delle uve è ottima sia in Emilia che in Romagna, caratterizzata da una gradazione media leggermente più bassa rispetto anni precedenti ed elevati livelli di acidità. Gli attacchi di Botrytis e altre malattie sono stati decisamente contenuti. Alla luce dell’andamento climatico attuale e delle previsioni per le prossime settimane, decisive per la concentrazione degli zuccheri nelle uve, il 2010 si prefigura, in tutta la regione, come una grande annata soprattutto per i vini bianchi e per i Lambruschi, che saranno freschi, eleganti, dotati di ottima acidità, aromaticità e fragranza anche grazie all’escursione termica tra il giorno e la notte registrata negli ultimi giorni. Il grado alcolico e la concentrazione dei vini non sarà quest’anno eccessiva.

Per passare dalle stime ai fatti, sarà cruciale il mese di settembre. Se sarà soleggiato, ventilato e privo di piogge persistenti la qualità si confermerà molto buona, permettendo di giudicare il 2010 un’ottima annata.

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