Vendemmia: meno ettari, meno uva, buona qualita’ e molte novita’ in Emilia Romagna

Produzione in leggera diminuzione , prezzi in rialzo, boom dell’export.Una buona vendemmia in Emilia Romagna, con ulteriori riconoscimenti: dal Gambero Rosso che nella Guida 2012 premia 15 vini regionali con tre bicchieri,e l’arrivo del nuovo marchio Doc Romagna , queste alcune novita’ presentate in una conferenza stampa “live” nei vigneti dell’azienda agricola Leone Conti di Faenza dall’assessore regionale Tiberio Rabboni.
Temperature elevate, precipitazioni scarse, maturazione anticipata dei grappoli, ottimo stato sanitario delle viti. La vendemmia 2011 in Romagna si preannuncia di qualità, con una produzione in leggera diminuzione rispetto al 2010 (-5%). “Si prospetta un’annata interessante per i vini romagnoli trainata dall’alta qualità delle uve, dal prezzo all’ingrosso in aumento e più adeguato e dalle esportazioni che nei primi tre mesi di quest’anno hanno registrato un 28% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 – ha sottolineato stamani l’assessore all’Agricoltura della Regione Tiberio Rabboni, durante la visita all’azienda vitivinicola faentina – . E poi c’è la novità dei riconoscimenti del Gambero Rosso: nella Guida 2012 sono 15 i vini premiati con tre bicchieri, il massimo, due in più del 2011. Dieci sono romagnoli, in particolare nove Sangiovesi e un Albana. Questa – ha aggiunto Rabboni – sarà anche la vendemmia che potrà essere
imbottigliata con il nuovo marchio Doc Romagna. A giorni, infatti, ci sarà la firma del decreto che autorizzerà ai vini del territorio romagnolo di presentarsi con un unico logo che permetterà una comunicazione più efficace sui mercati internazionali”.
La vendemmia è iniziata il 16 agosto per lo Chardonnay destinato a “base spumante”, è proseguita il 22 agosto con lo stesso vitigno, il Pinot bianco, il Bombino e verso la fine del mese con la Malvasia e il Sauvignon. Per tutte le varietà a bacca bianca a raccolta precoce si è registrata un’ottima qualità. Per l’Albana e il Pignoletto la vendemmia
è iniziata ai primi di settembre, qualche giorno dopo il Trebbiano. Poi è toccato alle varietà a bacca rossa Ciliegiolo e Merlot. Anche per queste uve la qualità è buona e la produzione non è abbondante. Per il Sangiovese la vendemmia è iniziata, e i dati quali/quantitativi non si discostano dalla media. A questo vitigno seguono il Cabernet Sauvignon e
l’Uva Longanesi. Se permarrà l’attuale situazione climatica, si ipotizza un anticipo di maturazione anche per le varietà più tardive. Al momento lo stato sanitario è ottimo, i grappoli sono sani; tutti gli attacchi di peronospora e oidio sono stati regolarmente controllati e non si segnalano grandinate che abbiano causato danni significativi.
Le cantine partono con giacenza ridotte e i prezzi del vino registrano un trend al rialzo rispetto al 2010, in particolare per le uve bianche.
Si dovrà attendere la fine dell’anno per capire esattamente la percentuale di incremento, e se questo trend positivo tenderà a consolidarsi o a indebolirsi. Quello che preoccupa di più è la persistente contrazione dei consumi interni, a fronte di un export ancora abbastanza vivace. Nel primo trimestre dell’anno il valore del vino esportato dall’Emilia-Romagna è aumentato da 53 a 68 milioni di euro, con un incremento percentuale del 27,9%, a fronte di un dato medio delle regioni del nord Italia che si è attestato attorno al 17,5%.
Per la promozione nei Paesi terzi si è utilizzato un budget regionale di 3,2 milioni di euro, con azioni mirate ai mercati di Usa, Canada, Cina, Giappone, Sud est asiatico, Brasile, Medio Oriente, Ex Urss, India, Australia, Corea del Sud, Messico e altri paesi dell’America Latina.
L’Organizzazione Comune di Mercato Vino dell’Unione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna per la campagna 2010/2011 oltre 27 milioni di euro impiegati per favorire l’estirpazione dei vecchi vigneti, la riconversione e la ristrutturazione di quelli in attività, la distillazione e la promozione. Nel 2011 si è conclusa la campagna di estirpazione a premio. In termini assoluti a Ravenna, che è la provincia con più viti dell’Emilia-Romagna, si è registrata la maggiore adesione alla campagna (più di 900 ettari estirpati su circa 3000 ettari estirpati in regione). Per quanto riguarda il piano di ristrutturazione e riconversione vigneti, nell’ultima campagna conclusa (2010/2011) sono stati ammodernati 964 ettari di vigneto in regione, con contributi erogati per 8 milioni di euro. La scadenza di presentazione domande per la campagna 2011/2012 è fissata per il prossimo 30 novembre.
Positivo andamento dei progetti di filiera del PSR (Programma di sviluppo rurale), prima esperienza a livello nazionale. Nel settore vitivinicolo sono stati ammessi a contributo 8 progetti di filiera per una spesa ammissibile di oltre 23 milioni di euro e un contributo concedibile di oltre 9,2 milioni. Questi progetti coinvolgono complessivamente 3.115 aziende agricole, 248 delle quali risultano beneficiarie dirette di azioni/interventi, con una forte attenzione all’introduzione di innovazioni di prodotto e di processo.
Il 27 luglio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il parere sulla nuova denominazione “Romagna” per i vini DOC del territorio romagnolo. E’ dunque prossima la vigenza della nuova denominazione e del relativo disciplinare che valorizzerà e semplificherà, anche ai fini comunicativi e commerciali, la comune provenienza territoriale.
Proroga dei diritti di reimpianto L’attuale normativa europea prevede che il sistema di diritti di impianto scompaia il 31 dicembre 2015. La prevista liberalizzazione rischia di portare a un eccesso di produzione, soprattutto nei territori più vocati, con conseguenti difficoltà per i produttori. La richiesta, da parte della Regione, è di mantenere il sistema dei diritti anche dopo il 2015.
Sui dati vendemmiali, intervengono anche le organizzazioni professionali In una stagione caratterizzata dal clima caldo e secco del mese di Agosto, con una maturazione anticipata di 8-10 giorni e tempi di raccolta compressi, anche in Emilia-Romagna, come nel resto d’Italia, si registra una produzione in calo di circa il 10%. Non solo il clima ma anche gli interventi strutturali come la misura di estirpazione vigneti dell’OCM – spiega Domenico Emiliani Zauli Naldi, Presidente della Sezione Vitivinicola di Confagricoltura Emilia-Romagna – hanno contribuito a ridimensionare il vigneto Italia ed in particolare quello regionale (- 3.000 Ha) a vantaggio di una maggiore qualità e sintonia col mercato. L’auspicio è che adesso la qualità sia riconosciuta e i prezzi del vino consolidino un trend al rialzo e consentano anche alle aziende agricole di risollevare i loro magri redditi. Inoltre, continua Emiliani Zauli Naldi, a fronte di un crollo dei consumi interni, occorre rilanciare i nostri vini sui mercati esteri favorendo sempre più l’internazionalizzazione delle imprese.

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