Veneto: vendemmia 2013, figlia del cambiamento climatico

vendemmia 2011“Le anomalie metereologiche non son più da considerarsi un evento straordinario ma strutturale, che incide sempre più marcatamente sulla produzione vitivinicola veneta, settore leader a livello nazionale con 1,33 milioni di euro di export registrati nel 2012. Va dunque riconosciuto e valorizzato il costante lavoro di tecnici e ricercatori, che sfidando i cambiamenti climatici garantiscono la salute e salvaguardia di questo importante comparto”. Lo ha affermato oggi l’Assessore regionale veneto all’Agricoltura Franco Manzato al tradizionale convegno promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct, a Conegliano-Tv, presso la sede dell’Università, d’intesa con Regione e CRA-VIT.
L’evento dal titolo “Vigneto veneto, andamento e previsioni produttive 2013” è il primo di una serie di tre incontri (Trittico Vitivinicolo) che da diversi anni Veneto Agricoltura dedica al settore (il prossimo appuntamento, cioè le previsioni vendemmiali 2013, si terrà nei primi giorni di settembre; mentre il terzo, sull’analisi dei dati consuntivi, è in programma nel prossimo mese di gennaio).
Se nella primavera 2012 l’agricoltura aveva dovuto fare i conti con le ondate di calore e la siccità, quest’anno, come ha illustrato Francesco Rech dell’Arpav (Servizio Meteorologico di Teolo), a complicare la vita degli agricoltori sono giunte le abbondanti precipitazioni e le temperature, ben al di sotto della media stagionale. Anomalie eccezionali queste, che nel vigneto veneto hanno favorito quasi ovunque lo sviluppo e l’esplosione di numerose malattie della vite, a partire dalla peronospora, l’escoriosi, il black-rot e la muffa grigia.
Il convegno di Conegliano, rivolto principalmente ai tecnici e agli operatori del settore, ha fatto quindi il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate. La fotografia, presentata in diretta dai numerosi esperti presenti, non può che destare forti preoccupazioni. “Il bizzarro andamento metereologico dei mesi scorsi – ha evidenziato il fitopatologo Michele Borgo – ha favorito quasi ovunque allarmanti attacchi fungini ai vigneti. Una situazione che fa prevedere una progressione dei danni finora registrati, con perdite significative della produzione, in considerazione della virulenza di alcune avversità parassitarie, dei limiti dei prodotti fitosanitari e del previsto ritardo della fase di maturazione dell’uva rispetto a quanto registrato nell’ultimo decennio”. Come se non bastasse, è stato evidenziato, le viti mostrano anche seri stati di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali, che contribuiscono ad anticipare la comparsa di sintomatologie collegate a malattie di tipo cronico, quali il mal dell’esca e l’accartocciamento fogliare.
Da parte sua, Patrick Marcuzzo (CRA-VIT), ha rimarcato che le abbondanti precipitazioni e le temperature fredde registrate dal germogliamento della vite fino alla seconda decade del mese di maggio, hanno favorito l’insorgere della peronospora in tutte le cultivar del territorio veneto, tanto che i vigneti usati come testimone (non trattati) mostravano un danno del 100% già dall’11 giugno. Importanti anche i danni segnalati in provincia di Vicenza sul Tai rosso causati dal fungo dell’escoriosi. Oltre a favorire l’insorgenza di fitopatie, il freddo e l’abbondanza di precipitazioni hanno causato un ingiallimento della chioma nelle zone di fondovalle che si è risolto solamente nei primi giorni di giugno con lo stabilizzarsi delle condizioni meteo.
Il freddo, che ha accompagnato gran parte di questa primavera, ha rallentato anche lo sviluppo fenologico della pianta che ha germogliato circa 10/15 giorni in ritardo rispetto al 2012. Inoltre, tra la parte orientale e occidentale del Veneto l’intervallo di germogliamento è stato di 4/6 giorni nella medesima cultivar, diversamente dalle scorse annate quando questa differenza era pari o anche superiore ai 10 giorni. Questo breve intervallo tra il germogliamento e la fioritura comporterà probabilmente una data di vendemmia ravvicinata tra la parte orientale e occidentale della Regione, con le varietà precoci (Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay) che matureranno presumibilmente nella prima settimana di settembre, circa una decina di giorni in ritardo rispetto allo scorso anno. Il numero di grappoli per germoglio e la percentuale di germogliamento fa pensare che per lo Chardonnay la produzione sarà in linea con il 2012 mentre per il Merlot si prevede una produzione inferiore di circa il 10%.
Nel corso dei lavori, Diego Tomasi (CRA-VIT) ha spiegato alcuni aspetti legati alla produzione della vite, quali la fertilità delle gemme e la percentuale di allegagione e di colatura (mancata fecondazione del fiore, in alcuni vitigni solo il 20% delle fioriture diventerà acino), mentre Stefano Soligo (Veneto Agricoltura) ha illustrato lo stato di avanzamento della selezione clonale di iniziativa regionale. Si tratta di un interessante progetto che ha già permesso l’iscrizione di alcuni cloni (tre Prosecchi, un Pinot nero e una Malvasia istriana) mentre alcuni altri sono attualmente conservati in un campo di confronto clonale presso l’Azienda pilota Diana di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto (Tv).
Tutto il materiale del convegno è disponibile su http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=4520

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