Vertenza latte: conto alla rovescia per la manifestazione

“Apprezzo l’intervento dell’assessore regionale agricoltura, Angela Birindelli, per la vertenza del latte in Ciociaria. La ringrazio per l’apertura dimostrata nei confronti delle nostre indicazioni auspicando che
continui a seguire la situazione convocando, come da noi richiesto, in tempi brevi, gli attori della filiera lattiero-casearia ciociara”. Così il direttore della Coldiretti di Frosinone, Paolo De Cesare, che aggiunge:
“Sono convinto che oggi si possano utilizzare strumenti, anche di natura finanziaria, per un piano di rilancio del settore zootecnico provinciale che premino la qualità e l’origine del prodotto e, quindi, il territorio a
tutela dei consumatori.” Coldiretti Frosinone, al tal proposito, sta lavorando ad una piattaforma mediante la quale avviare un nuovo confronto per scongiurare le gravi situazioni che si sono determinate nell’attuale
vertenza. L’organizzazione agricola, quindi, non solo stigmatizza con forza il mancato aumento del prezzo del latte provinciale a 42 centesimi+ Iva al litro, così come avvenuto a livello regionale, ma presenterà anche una
propria proposta che sarà consegnata ufficialmente al Prefetto la prossima settimana. Intanto continuano le assemblee e gli incontri di Coldiretti in vista della manifestazione di protesta in programma per i prossimi giorni.
“Non vogliamo creare disagi – ha detto ancora De Cesare- ma gli allevatori
meritano rispetto e, soprattutto, risposte visto che non possono continuare
a lavorare in queste condizioni. Aumentano i costi di produzione (mangimi e
gasolio su tutti), si registrano aumenti nell’acquisto di latte e formaggi
da parte dei consumatori (+13% rispetto anno precedente), solo gli
allevatori vedono ridursi le proprie spettanze (34 centesimi al litro di
media) praticamente siamo allo stesso livello di oltre 20 anni fa. Tutto ciò
è insopportabile, tutto ciò non può essere giustificato in un territorio
dove l’agricoltura, e in particolare il settore lattiero, hanno una storia
ed una tradizione da difendere e dove la grave crisi occupazionale non può
permettersi di registrare ulteriore chiusure d’impresa. Torno a sottolineare
che il problema è anche sociale e non solo di settore. Purtroppo conclude De
Cesare dalle riunioni sta emergendo un grande disagio che potrebbe
facilmente tradursi in problemi di ordine pubblico se non arriveranno
risposte concrete e definitive a stretto giro.

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